Con 238 voti a favore rispetto ai 179 contrari l’Aula della Camera ha approvato le dimissioni di Ilaria Capua, deputata di Scelta Civica. La votazione è avvenuta a scrutinio segreto. La scienziata nel 2014 era stata iscritta nel registro degli indagati per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, abuso di ufficio e traffico illecito di virus. Nel 2016 poi era stata pienamente prosciolta. “È stata una decisione sofferta e ponderata, che ho maturato nel tempo e che si è articolata intorno alla parola rispetto” ha scritto nella lettera indirizzata a Montecitorio.

La virologa diventata celebre ai tempi dell’influenza aviaria per aver isolato il virus e sollecitato il pubblico accesso ai dati a livello internazionale, non ha potuto realizzare il suo sogno scientifico in Italia e si è trovata al centro di una vicenda giudiziaria. “Devo recuperare forze, lucidità e serenità, devo lenire la sofferenza che è stata provocata a mia figlia e a mio marito. Devo recuperare soprattutto fiducia in me stessa, appunto perché voglio usare al meglio il tempo che ho a disposizione” si legge nel testo della lettera.

Attualmente la Capua dirige il Centro di eccellenza dell’Università della Florida dedicato all’approccio “One Health”, che di occupa dei temi della salute umana, animale e ambientale. Venti giorni dopo l’insediamento negli Stati Uniti la procura di Verona in sede di udienza preliminare ha smontato il castello accusatorio pezzo per pezzo, prosciogliendomi dai molteplici capi d’accusa perché il fatto non sussiste scrive la virologa. “Penso che se questo mio passaggio di vita come rappresentante del popolo italiano, lascerà un segno, non riguarderà la scienza o la ricerca – si legge ancora nella lettera pubblicata integralmente dal Corriere della Sera – Riguarderà la giustizia. Quello che è successo a me accade troppo spesso in Italia, e potrebbe succedere a chiunque. In occasione di questo momento voglio dar voce a tutte le persone innocenti accusate ingiustamente, che attendono – impotenti, che la giustizia faccia il suo corso. Perché anche loro meritano rispetto”.

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