Precipita dal balcone a Tor Bella Monaca, fermato il compagno: è femminicidio. Svolta nelle indagini per la morte di Dafne Sabaudo
Si è rivelato un femminicidio quello di Dafne Sabaudo, 30enne romana trovata morta il 13 luglio scorso ai piedi del palazzo in via dell’Archeologia 52, nel quartiere di Tor Bella Monaca, dopo essere precipitata dalla terrazza condominiale. Per l’omicidio è stato fermato venerdì 31 luglio il 40enne Mohamed Trabelsi, compagno della vittima, che l’avrebbe spinta nel vuoto al culmine di una violenta lite.
Quello che a prima vista sembrava un suicidio si è dimostrato essere dunque un omicidio, che in base alla recente legge del 2 dicembre 2025 è aggravato dal vincolo della convivenza. Le indagini degli investigatori del VI Distretto di Polizia del Casilino, coordinate dal pubblico ministero Saverio Francesco Musolino, non si sono fermate e sono andate oltre le apparenze risolvendo il caso. Gli investigatori sono riusciti ad inchiodare il presunto killer grazie ad una serie di testimoni che hanno riferito di una lite tra la vittima e il suo assassino sulle scale del palazzo dove i due vivevano.
Decisive per ricostruire la dinamica precedente all’omicidio sono state le immagini catturate da alcune telecamere di videosorveglianza. Dai filmati si vede infatti la coppia salire in terrazza e, poco dopo, scendere solo il 41enne indagato con in mano la borsa della donna. L’uomo aveva fornito versioni discordanti riguardo gli orari dei propri spostamenti, e alcune incongruenze avevano insospettito gli inquirenti. Alcuni residenti del palazzo, hanno a loro volta collaborato riferendo dei frequenti litigi tra i due e rompendo così il muro di omertà che circondava la vicenda. Il giudice per le indagini preliminari, dopo la convalida del fermo, emetterà per Trabelsi l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Ad intervenire sulla vicenda anche il presidente del VI Municipio delle Torri, Nicola Franco, che dichiara: “Un particolare ringraziamento agli investigatori del VI Distretto della Polizia di Stato del Casilino, che hanno dimostrato ancora una volta tempestività e zelo nel risolvere un caso difficile e che non si sono fermati davanti all’apparenza che inizialmente faceva propendere per l’ipotesi di un gesto volontario. Esprimo a nome di tutta l’amministrazione del VI municipio la vicinanza alla famiglia della ragazza vittima di femminicidio“.