I pm di Mafia Capitale hanno chiesto al gip l’archiviazione dell’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso (articolo 416 bis del codice penale) contestata all’ex sindaco Gianni Alemanno. Lo ha rivelato il procuratore aggiunto Paolo Ielo nel corso dell’udienza del processo per corruzione a Marco Milanese, già collaboratore dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, in cui era prevista l’audizione di Alemanno. Nel corso dell’udienza l’ex sindaco di Roma si è avvalso della facoltà di non rispondere: “Fino a quando il gip non deciderà sulla mia posizione non parlerò perché questo non è il mio processo”, ha detto Alemanno.

Che ha, invece, espresso soddisfazione per la decisione dei pm sul suo conto: “Se anche la Procura, con grande onestà intellettuale, chiede l’archiviazione dell’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, è la rimozione di un macigno che ha gravato per due anni sulla mia vita. Ora sono curioso di vedere se tutti i giornali e gli esponenti politici che hanno speculato su questa accusa prenderanno atto di questa richiesta e cosa diranno”.

L’ex primo cittadino resta imputato in una tranche del processo sul cosiddetto “mondo di mezzo” per corruzione e finanziamento illecito. Secondo la Procura, Alemanno tra il 2012 e il 2014 avrebbe ricevuto 125 mila euro per compiere atti contrari ai doveri del suo ufficio. I soldi, in base all’impianto accusatorio, sarebbero giunti da Salvatore Buzzi in accordo con Massimo Carminati e sarebbero stati versati alla fondazione Nuova Italia, presieduta dallo stesso ex primo cittadino. La prossima udienza davanti ai giudici della seconda sezione penale è fissata per il 7 novembre.

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Tribunale di Milano, Giardiello ritratta: “Pistola introdotta il giorno della strage”. Il Gip conferma: “Ipotesi più verosimile”

prev
Articolo Successivo

Jolly Nero, l’inchiesta si allarga: indagati due ufficiali della capitaneria di Porto di Genova

next