Ha ricevuto migliaia di condivisioni in poche ore il post pubblicato sulla pagina Facebook della Polizia nel quale si ricostruisce la catena di trapianti incrociati dei reni che, grazie una donazione samaritana (cioè una persona viva) ha consentito di salvare la vita a quattro pazienti. Si tratta del secondo caso in Italia, partito da una milanese di 60 anni che, senza alcun legame con i pazienti che hanno ricevuto gli organi, ha deciso di donare il proprio rene. Il suo gesto ha consentito ad altre 3 coppie di donare e ricevere un rene. L’intera operazione ha coinvolto tre centri in cui sono stati prelevati gli organi e altri 3 che li hanno ricevuti, 4 equipe mediche e circa 55 persone tra medici, infermieri e operatori della Polizia. Gli uomini della Polizia stradale hanno assicurato il trasporto dei reni nel rigoroso rispetto dei tempi tecnici prefissati per ciascun ospedale, a bordo della Lamborghini Huracan, percorrendo circa mille chilometri

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Scontro treni in Puglia, le priorità distorte della politica dietro i ritardi nella messa in sicurezza della linea

prev
Articolo Successivo

Scontro treni Puglia, l’anomalia è nei registri cartacei della stazione di Andria. I pm: “Evidente modifica a penna”

next