La vendita di un pacchetto di crediti deteriorati a Credito fondiario-Fonspa per un corrispettivo pari a poco più del 14% del valore nominale ha causato alla vecchia Banca Etruria una perdita di 70 milioni di euro. Soldi che “avrebbero permesso di rimborsare tutti gli obbligazionisti esclusi dal rimborso” automatico disposto dal governo per i risparmiatori che rispettano alcuni parametri. A sostenerlo sono l’Associazione Vittime del Salva-Banche e l’Associazione Amici di Banca Etruria, i cui presidenti  Letizia Giorgianni e Vincenzo Lacroce hanno presentato venerdì al procuratore capo di Arezzo Roberto Rossi un esposto che chiede la revocatoria della cessione di 302 milioni di sofferenze all’istituto controllato dalla Tages Holding di Panfilo Tarantelli e partecipato da tra gli altri da Alessandro Benetton e Umberto Quadrino.

Fonspa, alla cui guida si sono succeduti Piero Gnudi, l’ex Bce Lorenzo Bini Smaghi e il presidente dello Ior Jean Baptiste de Franssu, si è aggiudicata quel pacchetto di prestiti difficili da recuperare il 17 novembre 2015, solo cinque giorni prima della risoluzione dell’Etruria, di Banca Marche, di Carichieti e di Cariferrara, che ha portato all’azzeramento di azioni e obbligazioni subordinate. Nell’esposto si spiega che “la svalutazione delle sofferenze cedute è stata pari all’86% mentre quella in sede di risoluzione è stata del 78% e Banca d’Italia, al momento della ratifica del contratto con Fonspa, conosceva già entrambi i valori, ma ha proceduto comunque alla cessione, creando una perdita di circa 70 milioni”.

Di conseguenza, secondo le associazioni, l’operazione “ha creato alla banca un’ulteriore ed inutile perdita di circa 70 milioni di euro, cifra che avrebbe permesso di rimborsare tutti gli obbligazionisti esclusi dal rimborso”. Come se “si vendesse oggi un immobile a 3 milioni sapendo già che dopo 5 giorni si potrebbe cedere al valore minimo di 8 milioni”, ha spiegato Giorgianni. Per questo nell’esposto viene chiesto anche il ricalcolo del “buco” di Banca Etruria, nella speranza che spuntino risorse con cui risarcire i risparmiatori azzerati. La segnalazione auspica anche che i pm rendano nota “la lista delle società e/o persone fisiche che hanno contratto i prestiti non onorati, creando le sofferenze cedute a Fonspa”.

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