“Se Luigi Di Maio stesse in Inghilterra, dove i parlamentari non godono della protezione che c’è in Italia, lo avrei già citato in giudizio per avermi accusato di un reato che non ho commesso“. Così il finanziere Davide Serra (ceo del Fondo Algebris), intervistato ospite de “L’intervista” di Maria Latella (Sky Tg24), commenta il ruolo del vicepresidente della Camera M5S che si proposto come l’anti-Renzi. “Io non lo conosco”, dice Serra che aggiunge: “So solo che in parlamento ha letto un documento in cui mi accusava di un reato criminale. Da italiano mi sono sentito ferito al cuore. Far gestire un Paese ai populisti non è nell’interesse di tutti, sicuramente è nell’interesse di chi, non potendo prendere i voti per un programma economico, se la gioca sul populismo“. Serra però fa un distinguo: “Di Maio non mi piace, mi ha però colpito l’intelligenza di Beppe Grillo che ha preso le distanze dall’Ukip di Farage dopo la Brexit

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