I MIEI GIORNI PIÙ BELLI di Arnaud Desplechin (Francia 2015) Con Quentin Dolmaire, Lou Roy-Lecollinet, Mathieu Amalric Durata 120’ Voto 4/5

L’avevamo lasciato nel 1996 in preda a quesiti sulla propria sessualità in Comment je me suis disputé… (ma vie sexuelle). Lo ritroviamo 20 anni dopo (anzi 19, essendo il film del 2015) con esattamente tre ricordi dalla sua giovinezza. Lui è Paul Dédalus, l’uomo qualunque celebrato da Arnaud Desplechin, regista francese virtuoso in ritratti intimi e famigliari. Qui Dédalus è alle prese appunto con Trois souvernis de ma jeunesse (titolo originale della pellicola) che lo accompagnano mentre rientra in Francia dal Tajikistan, dove si trovava per lavoro. L’infanzia con una madre “folle”, l’adolescenza vissuta fra innamoramenti e slanci politici, la gioventù e le prime, inevitabili delusioni, senza dimenticare Esther, l’amore di una vita. Assieme alla memoria, Desplechin ritrova anche il suo attore-feticcio Mathieu Amalric, già Dédalus nel 1996. Con delicatezza e profondità, il regista e il suo personaggio rielaborano le intuizioni sul Ricordo tracciate da Proust e da Joyce in uno dei titoli più convincenti del Festival di Cannes 2015, sezione Quinzaine des Realisateurs, nonché pluripremiato ai César. (AMP)

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