Sapevate che un leone “fattura” 500mila dollari all’anno, un gorilla 100mila e una balena 2,1 miliardi di dollari annui? In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, che si celebra in tutto il mondo domenica 22 maggio, il Wwf “dà i numeri”: i dati, infatti, sono stati divulgati dall’associazione ambientalista nell’approfondimento “Vivo o morto? Il ‘valore natura’ di specie simbolo”. Una ricerca che non solo vuole accendere i riflettori sui benefici economici del turismo legato alla biodiversità, ma che è anche l’occasione per sostenere la campagna per il Cuore Verde dell’Africa targata Wwf. Quest’ultima, attraverso l’sms solidale al numero 45599, attivo fino al 30 maggio, vuole rendere evidenti i benefici del patrimonio naturale, troppo spesso vanificati da un bracconaggio sempre più aggressivo e che sta cancellando nel solo Congo nord orientale il 5% della popolazione di gorilla di pianura occidentale.

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E pensare che, secondo la scheda del Wwf, proprio i gorilla rappresentano per Uganda, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo un’importante fonte di reddito, stimata in almeno 20 milioni di dollari all’anno: grazie a una ricerca commissione dal Wwf all’istituto Dalberg per il Parco del Virunga, nella Repubblica democratica del Congo, se l’ecoturismo legato alla presenza dei gorilla fosse gestito al meglio, il parco (il più antico dell’Africa) potrebbe produrre un’economia di 235 milioni di dollari l’anno. Simile analisi è stata condotta nell’ambito di una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific American che ha dimostrato che un elefante vale 76 volte più da vivo che da morto: il suo valore è stato calcolato sulla base del turismo dedicato all’osservazione degli elefanti in Kenya, Tanzania, Zambia e Sud Africa, dove un esemplare produce in un anno un ritorno economico di 23mila dollari. Anche una balena vale molto di più in vita: nel 2008, secondo l’International Fund for Animal Welfare, 13 milioni di persone hanno generato in tutto il mondo un fatturato complessivo di 2,1 miliardi di dollari per attività di whale watching, dando così lavoro a 13mila persone.

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E in Italia? Se il Parco più “amato “ dai nostri connazionali è il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è perchè è possibile avvistare le specie animali più amate e iconiche del nostro Appennino, dall’orso bruno al cervo, dal lupo al camoscio d’Abruzzo. E anche i mari nostrani rappresentano un’autentica risorsa: da una valutazione di qualche anno fa, la presenza di tre grandi cernie a Teja Liscia, nell’Area Marina Protetta di Tavolara, è stata il motivo di immersione per centinaia di sub e ha generato un indotto turistico superiore ai 110mila euro in dieci anni. Gli stessi pesci, se pescati, avrebbero potuto fruttare poco più di 500 euro.

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