barcone675

Le vittime della più grande strage di migranti nel Mediterraneo, avvenuta quasi un anno fa, si trovano ancora 370 metri sotto il livello del mare. Soltanto 28 furono allora i sopravvissuti, 169 i cadaveri recuperati, e si pensa siano almeno 400 corpi all’interno del barcone adagiato sul fondo che la Marina Militare, a richiesta del governo, riporterà a galla entro la fine di questo mese.

Se si potessero fermare invece così come sono, statue di se stessi in fondo al mare, con le espressioni ormai serene e gli abbracci dell’ultimo momento.
Se si potessero proteggere dall’oltraggio del tempo e delle creature marine, li terrei lì piuttosto che farli appassire in una fossa sconosciuta e arida di un cimitero siciliano, li lascerei in quel cobalto silenzioso.
E porrei una scritta, per i visitatori che raggiungessero le profondità del santuario a bordo di qualche macchina del futuro: «Non sappiamo e non importa da cosa fuggissero, ma il loro grande sogno mancò anche a noi».

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Povertà, quando combatterla fa rima con integrazione

prev
Articolo Successivo

Oxfam, altro che buonismo astratto. Ecco come le donazioni hanno nutrito la Tanzania

next