Il presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, invece, chiede che si istituisca per legge “la visita periodica di tenuta emotiva per i docenti”. Il caso di Pisa, avvenuto tra l’altro in una struttura comunale, ha spinto Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Toscana, a proporre di “istituire test psico-attitudinali annuali per verificare la predisposizione delle maestre a svolgere il loro ruolo in modo adeguato”. Per Donzelli le istituzioni dovrebbero attuare “un piano per consentire con urgenza l’installazione di sistemi di telecamere nelle strutture che ospitano persone deboli come bambini, anziani e disabili”. Dopo l’inchiesta sull’asilo ‘Cip e Ciop’, si aprì un dibattito sull’opportunità di utilizzare le telecamere negli asili. A settembre 2011 l’esperimento partì nel nido privato ‘I Pargoli’ di Ponte Nuovo, frazione alle porte di Ravenna con una serie di webcam in classe attraverso le quali i genitori potevano vedere in diretta cosa accadeva nell’aula e ai propri figli. A maggio 2013, però, il Garante della privacy bocciò l’uso indiscriminato delle webcam negli asili nido. A distanza di tre anni, il dibattito è più che mai aperto, visto che in pochi giorni sono state raccolte 5mila firme con la petizione nazionale ‘Telecamere obbligatorie negli asili e nelle scuole materne’ lanciata su Change.org. La parlamentare di Forza Italia Nunzia De Girolamo, invece, ha presentato una proposta di legge per l’introduzione delle telecamere negli asili e nelle case di cura, che prevede anche una sorta di abilitazione psicologica per ricoprire certi ruoli.

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