Come è possibile?

Quando si guardano le immagini delle violenze sui disabili “accolti” nel centro di Grottaferrata è la prima domanda che salta alla mente.

Come è possibile?

Evidentemente è possibile e questo deve farci riflettere e subito dopo correre ai ripari.

Tralascio l’auspicio che questi delinquenti vengano, dopo un rapido e  giusto processo, avviati ad una adeguata condanna anche se faccio fatica ad immaginarne una. Le terribili pene medievali e le esposizioni al pubblico ludibrio in piazze affollate forse potrebbero essere una buona soluzione per questi (aiuto!) operatori socio sanitari sebbene questo non eviterebbe che altri gaglioffi possano, in altri luoghi, ripetere violenze simili.

Eppure la soluzione o per meglio dire il deterrente più efficace lo abbiamo già tutte le volte che entriamo in un luogo dove ci sono valori economici conservati (soldi, gioielli, abiti preziosi ecc.). Tutte le banche, le gioiellerie e i negozi di alta moda sono provvisti di efficaci impianti di telesorveglianza che mostrano minuziosi particolari.

Il versamento o il ritiro di contanti, la prova di un abito o quella di un collier sono indagate secondo dopo secondo in tutto il nostro Paese. La vanità di ciascuno e la privacy delle nostre operazioni bancarie non è ignota al grande occhio che ci osserva attraverso impianti collocati ovunque.

In un paese normale i beni più preziosi, i valori più alti da custodire e da proteggere dovrebbero però essere le persone. Le persone.

Forse potremo farcela a capovolgere il mondo e a rimettere le persone, le loro fragilità, il loro bisogno di affetto al centro del nostro agire.

Incominciamo ad OBBLIGARE con una legge ad hoc tutte le strutture sanitarie e socio sanitarie a dotarsi di telecamere. Il rischio che zelanti avvocati difensori della privacy sollevino eccezioni di costituzionalità e che politici e sindacalisti affamati di notorietà urlino il loro attacco alle libertà individuali è alto.

In fondo è meglio vederci chiaro quando si compra un gioiello che quando ci si prende cura di un disabile.

Viva l’Italia.

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