L’Italia del basket si giocherà in casa l’ultima occasione di andare ai Giochi di Rio de Janeiro 2016. La Fiba (la Federazione internazionale) ha scelto Torino come sede di uno dei tre tornei preolimpici che a luglio metteranno in palio gli ultimi tre posti nel tabellone maschile. Le altre due città selezionate sono Manila, nelle Filippine, e Belgrado in Serbia. Una carta fondamentale nella corsa a Rio, che permette al nostro Paese di tornare ad ospitare una manifestazione internazionale di rilievo, e mette di diritto gli azzurri fra i favoriti della competizione. Ma anche un investimento economico importante: il torneo costerà all’Italia quasi due milioni di euro, già stanziati dal governo.

La notizia dell’assegnazione è stata accolta con entusiasmo dalla Federazione: “Ora è ufficiale, dal 4 al 10 luglio 2016 sarà Torino a ospitare uno dei tornei pre olimpici. Ci giochiamo in casa la qualificazione a Rio 2016, chiudete le valigie e raggiungeteci al PalaIsozaki“. Dal punto di vista politico, infatti, si tratta di una vittoria per il numero uno della Fip, Gianni Petrucci. L’ex presidente del Coni aveva puntato tutto sul preolimpico sin dallo scorso autunno, dopo che gli azzurri avevano mancato la qualificazione diretta agli Europei, con l’eliminazione ai quarti per mano della Lituania. Una scelta radicalmente opposta rispetto a quella del 2014, quando Petrucci aveva ritenuto “troppo caro” il costo della wild-card per partecipare ai Mondiali in Spagna. Allora si parlava di 800mila euro, oggi la cifra è più che raddoppiata. Ma sono cambiate anche le condizioni: non si tratta di “comprare” un invito, ma di organizzare un torneo, con un possibile ritorno economico. In palio c’è la vetrina più prestigiosa, quella dei Giochi che l’Italia ha già saltato nel 2012 a Londra. E la nazionale dei vari Belinelli, Gallinari e Bargnani, considerata una delle più forti di sempre, non ha più molti anni davanti a sé per incidere.

Per questo Petrucci ha lavorato per mesi sul Preolimpico di Torino. A livello internazionale in Fiba, e anche nazionale, ricevendo il pieno sostegno da parte di Giovanni Malagò e Matteo Renzi. Il passaggio decisivo per l’assegnazione, infatti, è stato lo stanziamento all’interno della Legge di Stabilità di 2,4 milioni di euro di contributi extra al Coni, vincolati all’organizzazione del Preolimpico di Pallacanestro (e per i Mondiali di rugby under 20 già disputati lo scorso anno). Con una solida disponibilità economica, con l’appoggio convinto delle istituzioni e con il PalaIsozaki (impianto da quasi 15mila posti), l’Italia è riuscita a convincere la Fiba. Battute Repubblica Ceca, Germania e soprattutto Turchia, che all’ultimo momento aveva avanzato una candidatura temibile.

L’Italia può sorridere anche per la scelta dell’altra sede europea, Belgrado: gli azzurri non potranno incrociare la Serbia, una delle avversarie più temibili in circolazione. Ciascuno dei tre tornei (gironi da sei all’italiana) promuoverà solo la vincente ai Giochi di Rio. Per questo per valutare appieno le chance della nazionale (di recente passata nelle mani di Ettore Messina) bisognerà attendere il sorteggio di martedì: nell’urna, oltre ai tre Paesi ospitanti, ci saranno anche Francia, Croazia, Grecia, Lettonia, Repubblica Ceca, Canada, Messico, Puerto Rico, Angola, Tunisia, Senegal, Turchia, Iran, Giappone e Nuova Zelanda. Fanno paura soprattutto le europee, in particolare Croazia e Francia (sarebbe l’ennesimo “derby-spareggio” con i transalpini), da non sottovalutare anche i portoricani. Ma pescando Lettonia o Repubblica Ceca la strada si metterebbe in discesa. La partita politica è stata vinta, adesso bisogna vincere anche in campo: la palla passa al nuovo ct Ettore Messina (domani la presentazione ufficiale al Coni), a Gallinari, Belinelli e compagni. Mancare la qualificazione anche questa volta sarebbe un fallimento per una generazione d’oro, che non ha vinto ancora nulla ed è all’ultima chiamata per farlo.

Twitter: @lVendemiale

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Diritti tv, le mail incriminate tra Sky e Mediaset: “Ce l’abbiamo fatta”. “Psilvio vuol che si dica che ha vinto il Biscione”

next
Articolo Successivo

Cina, dal calcio al basket così i capitali di Pechino si comprano lo sport mondiale

next