Il lato B ancora insondato del caso Quarto è il percorso tramite il quale il meetup M5s locale ha designato l’avvocato Rosa Capuozzo come candidato sindaco. Sino a due mesi prima della chiusura delle liste il candidato naturale dei pentastellati era Francesco Romano, un vigile urbano attivista della prima ora, molto noto nella città flegrea. Romano però fece un passo indietro “per ragioni personali” rimaste sul vago. Ora le spiega a ilfattoquotidiano.it.

Romano, a Quarto la ‘vox populi’ dice che lei si ritirò per una vicenda di abusi edilizi e condoni molto simile a quella poi emersa per la famiglia Baiano-Capuozzo.
E’ vero. Ma è una vicenda che non mi riguarda personalmente.

Come nel caso del sindaco (che vive in una casa intestata alla famiglia del marito, ndr).
E’ vero, è vero.

Perché si ritirò, allora? Una volta fissato questo ‘paletto’, doveva valere anche per la Capuozzo.
Dal ‘nazionale’ (il direttorio, ndr) non fu fissato alcun paletto. Mi dissero: “Prosegui e vai avanti”. Mi sono ritirato per scrupolo di coscienza. Conosco la situazione di Quarto, non volevo problemi. Per come sono andate le cose dopo, ne sono contento.

In che modo comunicò la rinuncia?
Dissi ai ragazzi che non me la sentivo di andare avanti.

Come reagirono?
Apprezzarono tutti, dal primo all’ultimo. Avevo una poltrona a portata di mano, ma non me ne importava niente.

Lei non si candidò a sindaco perché vive in una casa di suo suocero abusiva e non condonata.
In realtà è pure condonata.

Quando la signora Capuozzo si è proposta, non vi ha detto che anche la sua famiglia teneva una pratica edilizia, diciamo così, in ‘discussione’?
Lei ha sempre sostenuto che era tutto a posto.

Come spiega il boom elettorale di De Robbio?
Era l’unico quartese in lista.

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