La sinistra (quella interna al Partito Democratico) contro Renzi, ma anche Renzi contro la sinistra: “Corbyn? Ai laburisti piace perdere”, spiegava lunedì in direzione Pd il premier, che non si accontenta più di strigliare la minoranza del suo partito, ma espande i suoi orizzonti da Atene fino a Londra, da Varoufakis al Labour britannico. E le risposte non si sono fatte attendere. Il premier italiano “prende di mira un leader dell’opposizione con tali insulti, in particolare uno che, come il Pd, è di centrosinistra”, si legge in un editoriale del Guardian.

La riunione dei vertici democratici del 21 settembre è stata teatro di frecciate a destra e a manca (solo a manca in verità). Secondo il premier, il Partito laburista mostra di “godere nel perdere” le elezioni, va “alle Olimpiadi non per vincere ma per partecipare” e ha “reso felice” il primo ministro conservatore David Cameron con la scelta di un leader che “non canta l’inno“. Un attacco frontale a Jeremy Corbyn, nuovo leader laburista anti-austerity, che non è passato inosservato.

“E’ una novità per Renzi – ha commentato il Guardian – prendere di mira un leader dell’opposizione con tali insulti, in particolare uno che, come il Pd, è di centrosinistra”. Per il quotidiano liberal una spiegazione c’è: “La vittoria di Corbyn è arrivata in un momento importante per il premier italiano, che sta cercando di far passare alcune riforme costituzionali controverse a cui si oppone la componente sinistra del Pd”.

Del resto, sottolinea il Guardian, non è la prima volta che politici italiani si rifanno alla politica del Regno Unito: “Matteo Salvini, il leader xenofobo e di destra della Lega Nord, ha espresso il suo sostegno per David Cameron lo scorso mese dopo che il primo ministro e altri conservatori avevano assunto una linea dura contro gli immigrati“. Allo stesso modo, conclude, “Beppe Grillo, capo populista del movimento anti-euro Movimento Cinque Stelle, ha rivendicato il sostegno per Nigel Farage, leader dell’Ukip, elogiato da Grillo per il suo senso dell’umorismo e dell’ironia”.

Anche il Financial Times ha pubblicato un articolo sulle parole di Renzi, definite “un attacco aspro e insolito“, tanto più che “i capi di Governo sono spesso prudenti nell’attaccare i leader dell’opposizione stranieri con i quali potrebbero in futuro avere a che fare”. Inoltre, ricorda il giornale finanziario, “il Pd e il Labour sono dello stesso colore politico e sono alleati nel Pse”. Dallo staff di Corbyn non è arrivata finora alcuna replica a Renzi.

Altro bersaglio di Matteo Renzi durante la direzione del Pd è stata la Grecia: “Per usare un tecnicismo, anche ‘sto Varoufakis se lo semo tolti. Chi di scissioni ferisce, di scissioni perisce”, ha detto Renzi.

La risposta dell’ex ministro greco è arrivata via blog: “Puoi gioire quanto ti pare per il fatto che io non sia più ministro delle finanze. Ma non ti sei sbarazzato di me. Ciò di cui vi siete sbarazzati, partecipando a quel colpo vile contro Alexis Tsipras, è la democrazia greca”.

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