L’ex direttore dei servizi della compagnia brasiliana Petrobas, Renato Duque, in cambio di tangenti ha favorito Saipem nell’ottenere un contratto per la realizzazione di un gasdotto sottomarino per i giacimenti offshore di Lula e Cernambi. Lo sostengono i pm brasiliani, secondo cui nel 2011, quando era responsabile dei contratti per la Petrobas, Duque ha ricevuto una mazzetta da 1 milione di dollari più 13 opere d’arte del valore di 174mila dollari da João Bernardi, rappresentante della controllata di Eni in Brasile, per favorire la società italiana durante un’asta per l’aggiudicazione della commessa.

Il gasdotto, che è lungo 19 chilometri e ha una portata giornaliera di 14 milioni di metri cubi di gas naturale, fa parte di una serie di linee che uniranno i campi petroliferi offshore nel complesso Lula con la costa brasiliana a Est di Rio de Janeiro. La società controllata da Eni è già coinvolta in un’inchiesta su presunte tangenti pagate per aggiudicarsi contratti in Algeria.

Un portavoce della società, citato dall’agenzia Reuters, ha fatto sapere che Saipem non ha ricevuto finora alcuna notifica dalle autorità, ma se dovesse accadere intende cooperare.

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