Giovedì scorso Critica liberale ha firmato, assieme con “Possibile” di Pippo Civati e con altri cittadini la richiesta di otto referendum. A parte alcuni quesiti sul rispetto del territorio, i due principali riguardano l’Italicum e la riforma della scuola. Ci ha colpito molto la reazione infastidita o addirittura negativa a questa notizia di tutte quelle forze che si autodefiniscono di “sinistra” ma che non fanno che replicare fino alla noia tutti i vizi della sinistra storica novecentesca: settarismo, opportunismo, attendismo, cinismo. Siamo stufi dei “fermi ultimatum” che si risolvono poi col voto favorevole o con un baratto per una futura prossima “riforma” da migliorare, forse. Con un occhio al seggio parlamentare da farsi benignamente concedere dal “Nemico”.

Critica liberale esprime nel quindicinale, che si può scaricare gratis qui sotto, tutta la sua insofferenza per quest’ala, che va dalla cosiddetta sinistra pd a tutti i gruppi e gruppetti che arrivano fino a Rifondazione, che pensa solo alla sua sopravvivenza ma evita con accuratezza ogni iniziativa politica, a meno che non sia egemonizzata da lei. L’editoriale di Critica vuole dire proprio questo: non vi sembra l’ora di fare due conti sulla storia di questa sinistra paleo post-comunista che non si rassegna alla sua eclissi e continua a pontificare? Si può costruire una sinistra laica e democratica senza pagare dazio a chi nel suo passato e nella sua politica odierna non ha avuto né ha alcun rapporto teorico e pratico con la democrazia, con la libertà, con una politica dei diritti? Crediamo proprio di no. Le forze del progresso sono altrove e lo mostrano con chiarezza.

In ogni occasione gli elettori democratici di sinistra che tengono alle battaglie di democrazia e di libertà e che sono stomacati dalla casta e dalla lunga linea grigia che va da Berlusconi a Renzi, ovvero da Forza Italia al Partito democratico, preferiscono qualsiasi soluzione, anche la più stravagante e ambigua, anche l’assenteismo, pur di non dare più il loro voto a queste burocrazie autoreferenziali. La nuova “Cosa Rossa” deve ancora nascere e già preannuncia di porsi sotto l’egida di un Papa e di tutto quel “pensiero” che è stato tra i più regressivi dell’ultimo secolo. I giovani e le persone sensate, soprattutto quelle che hanno un po’ di memoria, sanno che il fascino di questa sinistra nostalgica equivale a zero.

Facciamo tutti un passo laterale e andiamo avanti senza questo gravame che ci trascinerebbe verso il passato.

di Enzo Marzo

Clicca sulle immagini per leggere gli indici, qui per scaricare la rivista

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