Sul Corriere della Sera, a proposito delle dimissioni del ministro Lupi, il professor Angelo Panebianco ha trovato il rimedio, anzi ‘la bomba atomica’ e cioè: “Un decreto che ponesse immediatamente fine a un ventennio di diffusione arbitraria di intercettazioni giudiziarie“. Ecco l’arma definitiva che Renzi avrebbe potuto ‘tirare fuori di tasca’ per ‘contrapporsi alla piazza’, giustizialista s’intende.

medium_110204-162323_24033154

Questa lettura fa tornare in mente il Don Ferrante dei Promessi sposi, nel ritratto del Manzoni, il tipico erudito seicentesco immerso nello studio di qualsiasi disciplina, eroe e martire della dottrina inutile e della logica formale. Orbene, messo di fronte al contagio della pestilenza, non vi crede formulando strane teorie astrologiche e filosofiche: “In rerum natura non ci sono che due generi di cose: sostanze e accidenti; e se io provo che il contagio non può essere né l’uno né l’altro, avrò provato che non esiste, che è una chimera”.

In fondo, par di capire, anche per Don Panebianco la corruzione è un chimera mentre il vero contagio da combattere riguarda le intercettazioni che sono costate il posto a Lupi. Si domanda infatti “quanti ministri nelle ventuno democrazie occidentali hanno fatto telefonate simili e quante sono diventate pubbliche ponendo fine alla carriera del ministro?”. Insomma, se nessuno avesse saputo dei maneggi di Lupi tutto sarebbe andato a posto. Ragionamenti alla Don Ferrante che, tuttavia, discettando sull’origine dei bubboni non prese nessuna precauzione e “andò a letto a morire, prendendosela con le stelle”.

Da ‘Stoccata e Fuga’, il Fatto Quotidiano, 24 marzo 2015

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Merkel tra i gerarchi nazisti su Der Spiegel. “Parte dell’Europa ci vede così”

prev
Articolo Successivo

Consiglio di Sorveglianza Siae, violato lo Statuto. Ora intervenga il ministro

next