È morta la giornalista Carola Frediani, tra le voci più autorevoli sul mondo della tecnologia. Aveva 51 anni
Una pioniera e poi un punto di riferimento fortissimo per la tecnologia digitale e cybersicurezza in Italia. Carola Frediani è morta a 51 anni dopo una breve malattia: lascia un figlio, il marito Luca e un grande vuoto nel mondo del giornalismo. Era nota soprattutto per la newsletter Guerre di Rete, nata nel 2018, poi diventata un sito web con diversi collaboratori e più di 15mila iscritti. Proprio la pagina web ne ha annunciato la scomparsa: “Lascia un vuoto incolmabile in tutti coloro che l’hanno conosciuta in questi anni”. L’ultimo saluto si terrà il 5 giugno alle 12.00 al tempio laico di Staglieno, nella sua Genova.
Nata nel capoluogo ligure, si è laureata in lettere per poi conseguire un master in Italian Literature all’University of Pittsburgh. Ha iniziato la sua carriera nella sua città natale nel 2000. Era stato Franco Carlini a darle una possibilità nell’agenzia Totem, tra i primi giornalisti italiani a occuparsi di Internet. Da lì in poi solo successi, a partire dal 2010 quando ha fondato l’agenzia EffeCinque, collaborando in parallelo con le maggiori testate del Paese, tra cui La Stampa, Corriere della Sera, Wired, Vice, L’Espresso. Tra le voci più autorevoli del settore, si occupava di social media, sicurezza informatica, hacking, sicurezza e diritto della rete in modo approfondito e autorevole: sempre con grande passione e professionalità. Un talento riconosciuto nel 2019 con il Premio Galilei per la divulgazione scientifica e nel 2021 con il Premio giornalistico Arrigo Benedetti.
Tutti i suoi progetti, soprattutto Guerre di Rete, non parlavano mai solo di tecnologia, ma anche di diritti. Una forte dimensione civile che ha caratterizzato tutta la sua carriera: ha fatto parte del team dedicato alla sicurezza globale del segretariato di Amnesty International e si è unita al dipartimento di sicurezza informatica di Human Rights Watch, tra le più note Ong i diritti umani. Entrambe le esperienze hanno rafforzato la sua visione del digitale come questione politica e sociale, non solo tecnica. Sicurezza informatica, sorveglianza e libertà online erano per Frediani aspetti strettamente legati alla difesa dei diritti delle persone. Su questa scia, dall’inizio del 2024 curava anche la newsletter Digital Conflicts, bisettimanale e in inglese.
Frediani è stata anche autrice di libri che hanno aiutato il pubblico a capire meglio i grandi temi del mondo digitale e della sicurezza informatica. Tra i titoli più noti DeepWeb, #Cybercrime (Hoepli), ls Rete oltre Google e L’inganno dell’automa, uscito lo scorso settembre. Tra le sue opere anche il thriller a sfondo digitale Fuori Controllo (Venipedia). In molti tra amici e colleghi hanno affidato un ultimo saluto ai social. Anche l’Ordine e l’associazione dei giornalisti liguri hanno espresso le condoglianze “al marito Luca, al figlio adolescente e alla mamma Luciana”. Frediani però è stata anche un orgoglio per la propria città, che l’ha ricordata con un messaggio della sindaca di Genova, Silvia Salis: “L’ufficio portavoce della sindaca e l’ufficio stampa del Comune di Genova si uniscono al dolore dei colleghi e della comunità giornalistica, ricordandone non solo il valore professionale, ma anche la generosità e l’energia contagiosa”.