“E’ lo Stato che ci deve riconoscere i diritti, non certo il Papa. Ma è anche vero però che molte persone lesbiche, omosessuali e transessuali sono credenti, questo è il motivo della nostra presenza qui a Scampia”. Così il Presidente di Arcigay Campania Claudio Finelli intervenuto a Scampia in occasione della visita di Papa Francesco. Per rivendicare i diritti lgbt Arcigay ha accolto il Pontefice insieme con una famiglia composta da una coppia di genitori gay con un figlio. “Abbiamo avuto nostro figlio in Belgio con l’inseminazione artificiale – spiega una coppia omosessuale – quindi il bambino ha due mamme, una biologica e una non biologica, la cosa che a noi preoccupa sono i diritti di nostro figlio e chiediamo che alla mamma non biologica venga riconosciuta almeno l’adozione, perché è l’unico modo per tutelare nostro figlio”. Con loro anche una transessuale che al pontefice manda a dire: “Siamo figli di Dio? Certo che lo siamo. Ma è ora che lo dica anche la Chiesa”  di Fabio Capasso

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