La domanda alla politica “affinché rappresenti maggiormente le istanze del lavoro” “non può però portare né la Cgil né alcuna sua Struttura a sostituirsi alla stessa politica o alla promozione di formazioni politiche”. I toni sono quelli della diplomazia, ma la sostanza è dura: la segreteria della Cgil riunita oggi prende posizione e boccia la “coalizione sociale” promossa da Maurizio Landini: “È per noi indispensabile accrescere un forte profilo autonomo dalle forme politiche e dai partiti, per affermare – come ci ha insegnato Bruno Trentin – pari dignità tra rappresentanza politica e rappresentanza sindacale”. Ma se il numero uno della Fiom viene ripreso, la segreteria del sindacato di Susanna Camusso ne ha anche per il governo e per Matteo Renzi: “Non è accettabile che il presidente del Consiglio usi una discussione interna all’organizzazione per strumentalizzare e svalorizzare posizioni e proposte della Cgil ed irridere lo straordinario successo delle recenti mobilitazioni, dalla manifestazione del 25 ottobre allo sciopero generale del 12 dicembre scorsi”.

Insomma, appena nata la “coalizione sociale” di Maurizio Landini è già protagonista del fuoco incrociato della politica e del sindacato: già ier Cisl e Uil accusavano il segretario Fiom di essere poco allenato a rappresentare i lavoratori. E una stoccata, domenica, era arrivata anche dalla come Susanna Camusso “non fosse stata informata” della riunione di né tantomeno avesse espresso appoggio al progetto.

Oggi il segretario della Fiom ha fatto invece sapere che “la proposta di una coalizione sociale non è di un singolo, ma è stata votata dall’assemblea Fiom di Cervia, alla presenza di un rappresentante della segreteria nazionale della Cgil” e che domani incontrerà proprio la “Camusso per preparare la manifestazione del 28 marzo, è un incontro chiesto dalla Fiom”. All’Ansa Landini ha spiega che “l’incontro servirà per discutere della manifestazione e la continuazione della protesta”.

Quanto alla sostanza della “coalizione”, nel pensiero landiniano la nuova creatura non è un partito ma un soggetto politico, movimentista, sindacale e sociale, destinato ad allargarsi e a unire i lavoratori per “cambiare l’Italia più di Matteo Renzi”. Priorità e obiettivi una riforma del sindacato contro “l’asse governo-Confindustria”.

Ma proprio dall’universo sindacale è calato oggi il gelo. Già nei giorni scorsi la Camusso comunque aveva mantenuto una diffidente prudenza verso il passo avanti del numero uno delle tute blu. “Non è nostra intenzioni organizzare coalizioni sociali”, affermava, assicurando come la Cgil non intenda “trasformarsi in un’organizzazione politica“. La coalizione targata Fiom invece ha incassato il benvenuto di don Ciotti. E potrebbe ricevere l’appoggio di esponenti delle minoranze Pd.

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