Consiglio dei Ministri n°45Quello che sta facendo Renzi (a braccetto con Berlusconi) è troppo forte per essere sopportato dalla grande maggioranza della popolazione che si vede derubata di ogni diritto di decidere sulle gravissime riforme che la strana coppia sta imponendo a colpi di maglio a tutta la popolazione.

Intanto è opportuno dire che nessuno dei due è idoneo a governare. Renzi perché non è stato eletto dal popolo italiano in una consultazione universale, Berlusconi perché è addirittura interdetto all’attività politica parlamentare da una sentenza definitiva della magistratura. Eppure, in barba ad ogni logica democratica, grazie al blitz del Nazareno dove i due si sono messi d’accordo su ciò che conviene ad entrambi, non solo vogliono governare, ma addirittura vogliono imporre al popolo italiano riforme costituzionali, abolizione del Senato, cancellazioni o modfiche di leggi a tutela dei lavoratori, nomina del Capo dello Stato, modifica delle leggi elettorali, eccetera. Insomma, vogliono costruirsi una democrazia su misura per se stessi, un miglioramento di quella partitocrazia “imperfetta” che tanto problemi ha procurato e ancora procura loro, poi eventualmente se la vedranno tra di loro.

Dicono che stanno facendo le riforme necessarie per far ripartire l’Italia, ma quali riforme? Non è certo con queste riforme che sarà possibile. E’ di ieri persino un decreto legge che vuole obbligare la grandi banche cooperative a diventare Spa, cioè da banche dove ogni socio conta per uno, indipendentemente dal capitale che ci ha messo, a banche dove, come tutte le altre, contano i soldi del socio non la sua testa. Qual è lo scopo di questa riforma? Boh! Chiedetelo a Renzi, solo lui lo sa e non lo ha spiegato a nessuno (cioè lui lo ha spiegato al solito modo suo, dicendo che fa bene anche se non è vero).

Ma quali riforme! Guardandole meglio, più a fondo, su chi favoriscono e a chi veramente giovano, appaiono più come una immensa controriforma che come una linea riformista utile a rilanciare un paese in gravissima crisi. Si, perché sotto la superficie delle chiacchiere degli imbonitori politici professionisti (che spesso cambiano casacca con la stessa naturalezza dei camaleonti) queste riforme cosa sono in fondo se non semplicemente una sostanziale restaurazione per cancellare tutte, o gran parte, delle conquiste sociali degli ultimi quarant’anni (e politiche anche! Perché è dai tempi di Fanfani e Moro che in Italia non si vedono più riforme serie, veramente in favore del popolo).

Casualmente fu proprio circa quarant’anni fa che, a firma di un grande diplomatico statunitense, fu pubblicato anche in Italia un libro il cui titolo sarebbe perfetto per il programma politico-economico del duo Renzi-Berlusconi: “Diplomazia della restaurazione” di Henry Kissinger. Mi fermo al titolo, ovviamente, poiché non c’è nulla in comune tra la restaurazione di Kissinger, che voleva uscire dalla logica delle guerre, calde e fredde, e quella di Renzi e Berlusconi, che mirano solo a conquistare e mantenere il loro personale potere ad un prezzo… che naturalmente devono pagare gli altri.

Tuttavia di diplomazia, in senso tecnico, nell’accordo sotterraneo denominato del “Nazareno” ce n’è tanta, perché soltanto un anno fa la sola idea di mettere d’accordo Berlusconi con il capoccia di turno del Partito Democratico sarebbe stata una impresa che avrebbe fatto venire l’orticaria anche a Kissinger. Ma non a Renzi!

Però non è vera diplomazia. La vera diplomazia è quella di chi, pur mantenendo fermo il proprio pensiero ideologico, o indirizzo politico, riesce a convincere l’avversario politico che si possono trovare percorsi e interessi in comune a favore dei reciproci elettori o governati.

Qualcuno riesce a vedere degli interessi comuni, a livello di popolo, nelle riforme che vogliono attuare in tandem Renzi e Berlusconi?

Dicono che così si risparmierà e si potrà governare più speditamente. Ma è da quarant’anni che lo dicono, e di riforme ne hanno già fatte tante, e ogni volta sono sempre state riforme a favore della partitocrazia, ovvero a favore di loro stessi. Eppure ogni volta dicono che non basta. Non possono governare perché c’è sempre qualcuno che non li lascia governare. Sono passati dal proporzionale al maggioritario, poi hanno allargato alla possibilità di candidare chi vogliono loro, poi hanno messo premi di maggioranza allucinanti, poi hanno messo soglie di sbarramento sempre più alte con le quali hanno eliminato dal Parlamento i partitini disturbatori, ma non quelli alleati, enormemente più bravi a ottenere costosissimi posti di prestigio, nelle banche, nelle istituzioni, ecc., e a ricattarsi vergognosamente l’un l’altro ogni volta che ne capita l’occasione. Gli alleati sono necessari per vincere, quindi ci sono ancora anche nella “geniata” dell’Italicum pro domo sua.

Chiaro che non pensano proprio a costruire una democrazia migliore, ma solo ad un sistema che consenta loro di governare a loro comodo senza troppi impicci. Adesso però grazie al famigerato blitz del Nazareno sono purtroppo ad un passo dal riuscirci!

Con un Parlamento zeppo di “nominati”, che obbediscono come pecore al loro capo partito invece che ai loro elettori (che infatti la maggior parte di loro non ha mai nemmeno visto) il rischio che il blitz del Nazareno si concluda a loro favore è davvero altissimo.

Se vincono loro sarà un fortissimo calcio nel ventre sferrato alla nostra povera democrazia. Bisogna fermarli!

Invochiamo tutti i parlamentari che hanno ancora un briciolo di coscienza democratica nel loro cuore e nella loro mente a fare tutto ciò che è loro possibile per fermare questo piano sciagurato. Non è con queste riforme che si risolverà la crisi, e se si risolverà (dopo diversi anni) sarà comunque ad un prezzo altissimo per tutta la classe media dei lavoratori e degli imprenditori.

Andiamo a nuove elezioni il più presto possibile, votiamo con la “Mattarellum”, portiamo in Parlamento gente onesta e competente. Solo allora si potrà davvero parlare di riforme serie nell’interesse della gente, dei lavoratori, delle imprese, non di questi pateracchi che servono solo a istituire una specie di califfato travestito da democrazia.

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