L’Europa deve “andare sempre di più verso una intelligence unica” e “servizi diplomatici” condivisi. Matteo Renzi, ospite a Otto e mezzo su La7, sottolinea la necessità per la Ue di spingersi oltre la moneta unica, specie a fronte di quanto è accaduto in Francia con gli attentati a Parigi, dall’attacco alla redazione di Charlie Hebdo fino all’uccisione della vigilessa a Montrouge, la “presa” della tipografia a Dammartin e gli ostaggi del supermercato ebraico di Porte de Vincennes.

“Colpendo Parigi si colpisce il cuore dell’Europa, siamo tutti feriti”, ha detto il presidente del Consiglio che ha espresso a Francois Hollande “la solidarietà, la vicinanza e l’amicizia di tutta Italia” oltre all’appello “all’unità dell’Italia e dell’Europa di fronte al terrorismo“. Del presidente francese il premier ha inoltre aggiunto di avere “apprezzato il suo gesto di camminare dall’Eliseo fino al ministero dell’Interno per dimostrare che la Francia non si piega alla paura”.

Renzi ha poi osservato che, se le generazioni precedenti hanno avuto “i brigatisti per strada” e ancor prima “la guerra“, “la nostra ha una situazione” diversa “verso la quale l’Italia è attrezzata anche se non può dirsi al sicuro. Ma si deve avere coraggio: non possiamo perdere la nostra identità, avere paura di non uscire di casa”. Al momento, ha precisato, “non abbiamo segnali precisi e contingenti che portino l’Italia a essere considerato un paese con elevata probabilità” di rischio attentati, “ma ci muoviamo come se lo fossimo, abbiamo un elevato livello di allerta”.

Il presidente del Consiglio domenica 11 gennaio sarà alla marcia “repubblicana” in nome dell’unità nazionale francese insieme al premier inglese David Cameron, lo spagnolo Mariano Rajoy, la cancelliera Angela Merkel, i massimi vertici europei e il segretario di stato americano alla Giustizia, Eric Holder.

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