Chi ha fatto la differenza nel 2014 a livello scientifico? Per la rivista Nature al primo posto c’è l’italiano Andrea Accomazzo, direttore di volo della sonda Rosetta all’Esa e fra i protagonisti della missione Rosetta, che ha portato il veicolo spaziale Philae sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Insieme a lui, nella top-ten, anche un medico che ha lottato contro Ebola e il portabandiera dell’Ice Bucket Challenge.

Accomazzo, ricorda Nature, ha lavorato 18 anni per raggiungere l’obiettivo dell’atterraggio del lander, il 12 novembre scorso. “E’ come scalare un picco di ottomila metri e tornare indietro vivo. Bisogna allenarsi molto, e ci vogliono anni”, racconta. Fra gli altri scienziati inseriti nella top-ten di Nature – 5 uomini e altrettante donne – c’è anche Radhika Nagpal, dell’Università di Harvard, studiosa che ha contribuito ai rapidi progressi compiuti nel campo dell’intelligenza artificiale e della robotica. Quest’anno, la studiosa ha generato truppe di robot in grado di comunicare e lavorare insieme come uno sciame di insetti.

Sjors Scheres del Mrc Laboratory ha vinto un posto nella prestigiosa lista per aver migliorato una tecnica nota come microscopia a crio-elettroni, che sta contribuendo a svelare le strutture dettagliate di un dispositivo cellulare. La rivista ha incluso anche Pete Frates, il giocatore di baseball in pensione con la sclerosi laterale amiotrofica (Sla) che ha reso l’Ice Bucket Challenge il fenomeno dell’anno sui social media, per aver coinvolto molte persone inconsapevoli in un movimento a sostegno di scienza e ricerca.

 

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