“Non è un accordo tra le parti, ma una presa d’atto del governo del ruolo del Parlamento che non poteva votare una delega in bianco su un tema così importante come i diritti dei lavoratori”. Tra chi pensa che sia un semplice accontentino e chi un’apertura reale verso la minoranza Pd, Stefano Fassina (deputato del Pd) accoglie positivamente l’annuncio del governo al ‘no‘ al voto di fiducia alla Camera sul Jobs act, a differenza di quanto accaduto al Senato. Sul perché il governo Renzi abbia fatto retromarcia, facendo infuriare anche l’alleato Ncd, Fassina non si sbilancia: “E’ normale il cambio di rotta, sarebbe stato incostituzionale e deleterio andare contro le prerogative parlamentari. Noi – prosegue Fassina – in commissione presenteremo i nostri emendamenti e il lavoro andrà avanti. Il governo però ha riconosciuto di dover stanziare dei fondi per gli ammortizzatori dei lavoratori precari, un riconoscimento che la nostra posizione era di buon senso e non di boicottaggio”  di Irene Buscemi

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Sciopero, Camusso: ‘Ponte? Deputati che ironizzano siano realisti su lavoro’

next
Articolo Successivo

Governo, cortei contro il governo in 25 città. Scontri a Milano e Padova

next