Quattro grandi riflettori spenti da tempo, erbacce alte, rifiuti tossici interrati, ruspe in azione e un muro di omertà. Lo stadio comunale di Casal di Principe, inagibile dal 2012 per assenza delle condizioni minime di utilizzo, oggi riapre i battenti anche se solo in parte. Quello che per anni è stato il simbolo della vecchia politica collusa e paralizzata dalla camorra torna ad essere un luogo di sport e aggregazione sociale.

Come si legge dal verbale di deliberazione della giunta guidata dal sindaco anticorruzione Renato Franco Natale: in via del tutto eccezionale, sperimentale, e a titolo gratuito, per i restanti due mesi dell’anno, fino al 31 dicembre 2014, si autorizza l’uso del campo sportivo limitatamente alla sola pista di atletica leggera e si riserva, per il prossimo esercizio finanziario, tenendo nella dovuta considerazione i risultati della sperimentazione, di regolamentare l’uso dell’impianto e procedere alla relativa tariffazione.

400 metri di speranza nello stadio che fu del clan Schiavone, qui dove l’Albanova Calcio arrivò a disputare negli anni novanta quattro campionati di serie C2, prima di essere sequestrata dalla magistratura. La squadra di Casal di Principe «era uno dei giocattoli preferiti del clan», così scrisse il gip nell’ordinanza. Eppure su Wikipedia non c’è traccia.
L’agibilità dell’impianto è un atto dovuto per i veri casalesi, i volontari che hanno messo a disposizione parte del proprio tempo contribuendo, insieme a sindaco, assessori e consiglieri e alcune associazioni del territorio, al recupero parziale del campo sportivo per permettere alla collettività di riappropriarsi, almeno per il momento, della sola pista atletica.

Visto che adesso è assolutamente vietato l’utilizzo delle altre strutture presenti all’interno, con l’accesso al campo consentito dal lunedì – a partire dal 3 novembre – al sabato (dalle ore 6 alle 18 fino al 31 marzo, con chiusura alle 21 dal 1 aprile al 30 settembre) solo a chi è munito di accredito rilasciato su richiesta dall’amministrazione comunale.

«Dopo le azioni di pulizia avviate lo scorso 5 luglio, quello di domenica è stato un ulteriore passo verso la restituzione completa della struttura alla cittadinanza, per il quale dobbiamo ringraziare, oltre l’assessore allo Sport Ludovico Coronella, anche i tanti cittadini che (a titolo gratuito) ci hanno dato una grossa mano nelle operazioni di rimessa in sesto» ha dichiarato il sindaco.

Una riapertura voluta a tutti i costi dallo storico primo cittadino, appena rientrato da Pescara, dove ha ricevuto il Premio Paolo Borsellino. In carica dal 9 giugno 2014, da sempre impegnato contro la criminalità organizzata, Renato Franco Natale aveva già amministrato la città tra il 1993 e il 1994. Un primo mandato brevissimo, interrotto poco dopo l’uccisione del parroco ed amico Don Giuseppe Diana, emblema della lotta alla camorra.

Prima le dimissioni, dopo che alcuni esponenti della sua maggioranza gli voltarono le spalle su ordine del boss, poi – come emerso successivamente nel corso dei processi contro i clan dei casalesi – un piano per ucciderlo simulando un incidente automobilistico. Quando è stato rieletto ha mandato a quel paese la parte non sana della città.

Oggi la sua battaglia ricomincia da questi 400 metri di speranza, dalla riapertura della pista atletica in attesa di un progetto di risanamento di tutto l’impianto. L’impegno dell’amministrazione è quello di provvedere entro una decina di mesi, utilizzando alcuni fondi, sia previsti dal bilancio sia extracomunali, alla restituzione completa alla cittadinanza. Perché il riscatto di Casal di Principe passa anche attraverso lo sport.

 

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