La Roma-Viterbo non è una ferrovia per disabili. L’Atac, l’azienda per la mobilità capitolina, ha infatti installato, spendendo quasi un milione di euro, dei tornelli riciclati dalla Roma-Lido e dalla Metro B non più a norma perché – ironia della sorte – non permettono l’accesso ai portatori di handicap fisici. La vicenda è approdata in Tribunale grazie alla denuncia di Maria Cristina Abballe, madre di un bimbo in carrozzina che, per accompagnarlo a scuola, deve sopportare ogni giorno un vero e proprio calvario. “La legge parla chiaro – spiega Marianna Decollatore, legale della signora – questa è discriminazione indiretta, abbiamo chiesto l’abbattimento delle barriere architettoniche e un risarcimento danni”  di Luca Teolato

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