Raffaele Bonanni lascia la segreteria della Cisl. A diffondere la notizia sono fonti sindacali che parlano anche di una convocazione generale di tutti i segretari regionali e confederali per mercoledì, giorno in cui sono attese le dimissioni del segretario generale del sindacato. Lo stesso Bonanni avrebbe confermato la convocazione degli organismi dirigenti: “Dobbiamo discutere delle cose, abbiamo convocato i segretari regionali e confederali per domani. Ne riparliamo domani”. Sarebbe martedì, quindi, l’ultimo giorno da segretario generale del sindacalista abruzzese che, secondo fonti a lui vicine, vorrebbe così accelerare il percorso di uscita, anticipandolo di 6 mesi, previsto per il 2015. “Una decisione meditata già in estate, nessuno strappo”, fanno trapelare dalla Cisl. Le dimissioni dovrebbero quindi essere annunciate dallo stesso segretario mercoledì alle 19. La favorita a rimpiazzare Bonanni sarebbe Annamaria Furlan, già segretario generale aggiunto del sindacato. Sulla successione alla guida della Cisl si è espressa anche Liliana Ocmin, segretario confederale: “Furlan segretario generale dopo Bonanni? Certo, è il segretario generale aggiunto. Finalmente una donna dopo tanti anni di storia del nostro sindacato”.

Bonanni, 65 anni, è a capo della Cisl dal 2006, quando prese il posto di Savino Pezzotta. Il primo incarico, nel 1981, come segretario generale a Palermo, ma 8 anni dopo era già responsabile regionale del sindacato in Sicilia. Durante il suo mandato alla guida della Cisl, il sindacalista abruzzese è stato protagonista della graduale rottura dell’unità sindacale, soprattutto dopo alcuni episodi che lo hanno visto, insieme al segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, staccarsi dalle iniziative della Cgil. Una rottura che era iniziata già nel marzo 2003, quando Sergio Cofferati, allora segretario generale della Cgil, organizzò una grande manifestazione al Circo Massimo, a Roma, contro il governo Berlusconi sul tema dell’articolo 18. In quell’occasione la Cisl, che a quel tempo era guidata da Savino Pezzotta, e la Uil, di Luigi Angeletti, preferirono trattare con l’allora ministro del Lavoro, Roberto Maroni, e con il sottosegretario, Maurizio Sacconi, non partecipando, così, alle proteste organizzate da Cofferati. Un processo di allontanamento che Bonanni, salito alla segreteria generale 3 anni dopo, ha continuato a portare avanti.

 

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