Se la netta vittoria contro l’Olanda era il cocktail di benvenuto ad Antonio Conte, stasera si fa sul serio. La corsa verso Euro 2016 inizia da Oslo contro una nazionale, la Norvegia, che in Italia è ricordata soprattutto per il litigio Sacchi-Baggio durante Usa ’94. Altro potenziale, altra storia. Non datata come l’ultima vittoria azzurra sul suolo norvegese: era il 1937 e segnarono Meazza e Piola. Negli ultimi 77 anni è andata bene altre volte, sì, ma mai a casa loro. Quella che gli azzurri si troveranno di fronte tra poche ore è però una squadra in piena crisi d’identità, capace d’inanellare una sola vittoria nelle ultime undici partite. Conte ha quindi un solo risultato a disposizione per iniziare a dare consistenza al suo progetto e irrobustire i giudizi positivi piovuti dopo l’esordio vincente di Bari

La qualificazione per l’Europeo ‘allargato’ è talmente abbordabile che non passerà di certo per il match d’esordio, oltretutto fuoricasa. Ma è un check point importante, anche per capire su quante pedine l’ex allenatore della Juventus può contare. L’Italia ci arriva carica, ancora con Lotito in prima fila e con un interrogativo. Quanto è profonda la qualità degli azzurri, al netto del ritrovato entusiasmo del dopo Prandelli? Non ci saranno Pirlo e Marchisio, e si sapeva già. Mentre il ko con strascico polemico di Chiellini – condito di botta e risposta tra la Juventus e Lele Oriali – ha acceso i giorni della vigilia. Conte mette tutti d’accordo, fa un po’ da parafulmine (“Nessuno sgarbo, c’è stato un fraintendimento. Noi e le società dobbiamo migliorare nella comunicazione”) e ha quasi del tutto sfogliato la margherita alla ricerca dell’undici titolare.

Confermata la coppia attacco Immobile-Zaza e i tre difensori (Ranocchia, Bonucci, Astori), le uniche novità si registrano a centrocampo, oltre al rientro di Buffon in porta. Candreva è favorito su Darmian per la fascia destra così da garantire maggiore spinta, sperando di non perdere colpi in fase difensiva. Mentre al centro – sorpresa – spunta Florenzi al posto di Marchisio. Niente fiducia a Verratti, quindi, ma centrocampo small size con Giaccherini altro interno. De Sciglio sulla sinistra e De Rossi nel ruolo di vice-Pirlo completano la mediana tutta muscoli e corsa.

Pazienza e ricamo saranno le parole chiave davanti a una squadra reduce dall’1-0 contro l’Inghilterra. Nell’amichevole di Wembley, Hogmo ha schierato i suoi con un 4-3-3 spesso camuffato in un iper-difensivista 6-3-1. Candreva sulla destra, la capacità di Zaza-Immobile di dialogare nello stretto (Bari docet) e gli inserimenti di Florenzi, forse anche per questo preferito a Verratti, meno incursore, saranno le chiavi per aprire la porta difesa da Nyland, davanti al quale regna Nordtveit. Per il resto la Norvegia è un mix di giovani semi-sconosciuti al grande pubblico. Tore Andre Flo e John Carew appartengono al passato. Ma occhio a Moeller-Daehli, King ed Elyounoussi. Grande contro una big come l’Olanda, l’Italia – imbattuta da venti incontri nelle qualificazioni a un Europeo – non può ritrovarsi impigliata nella rete della piccola Norvegia.

Probabili formazioni (fischio d’inizio ore 20.45). 

Norvegia (4-3-3): Nyland; Elabdellaoui, Forren, Nordtveit; Flo; Johansen, Skjelbred, Jensen; Moeller-Daehli, King, Elyounoussi. All.re Hogmo

Italia (3-5-2): Buffon; Ranocchia, Bonucci, Astori; Candreva, Giaccherini, De Rossi, Florenzi, De Sciglio; Immobile, Zaza. All.re Conte 

Le altre partite del girone: Croazia-Malta; Azerbaigian-Bulgaria

Twitter: @AndreaTundo1

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