La Commissione parlamentare d’inchiesta su rifiuti e illeciti ambientali è ferma al palo. La legge che la istituisce risale a 7 mesi fa eppure, mentre crescono i reati (+14%) e le denunce (7mila nel solo 2013 secondo i dati Legambiente) la Commissione non si è mai insediata. La prima convocazione prevista per ieri, che doveva eleggere l’ufficio di presidenza, è stata disertata dal Pd e ulteriormente rimandata. “Le forze di maggioranza ostacolano in tutti i modi la nascita della Commissione”, denuncia il Movimento 5 stelle. Il Pd risponde appellandosi a questioni di efficienza: “Il ruolo di questa commissione d’inchiesta è talmente importante – ha detto a ilfattoquotidiano.it la senatrice democratica Laura Puppato – che bisogna decidere con cura a chi compete guidarla e con quali previsioni di lavoro. Se la cosa fosse banale l’avremmo già risolta”.

La legge che istituisce la Commissione d’inchiesta su rifiuti e illeciti ambientali risale al 7 gennaio 2014. E’ stata la prima legge dell’anno. Eppure le nomine dei suoi componenti, 30 tra senatori e deputati, sono arrivate solo il 2 luglio scorso. “Il gruppo del Nuovo Centrodestra continuava a non comunicare il nome dei suoi membri per la commissione e questo non ne consentiva l’insediamento”, racconta il senatore Carlo Martelli, del M5s. “Dopo diversi interventi in Aula abbiamo fatto scritto una lettera al presidente della Camera e del Senato perché spingessero Ncd a fare questa nomine”.

La lettera sottoscritta dai capigruppo 5 stelle è del 25 giugno e invita i presidenti Grasso e Boldrini “a considerare la prolungata inerzia del gruppo Ncd come implicita rinuncia alla designazione del proprio rappresentante”. Alle sollecitazioni sono infine seguite le nomine, che risalgono a poco più di una settimana fa. Ma, completata la lista dei membri, perché la Commissione cominci a lavorare occorre ancora eleggere l’ufficio di Presidenza, ovvero presidente, vicepresidente e segretari. La convocazione era prevista per ieri, 10 luglio, ma il Pd non si è presentato. È mancato il numero legale e la riunione è stata sciolta con un nulla di fatto.

“Adesso dovrà essere indetta un’altra convocazione, non sapremo quando, per tentare di completare l’ufficio di presidenza. Ma il nostro sospetto è che si voglia andare oltre l’estate. Se dopo 7 mesi siamo a questo punto a noi pare chiara l’intenzione delle forze di maggioranza di ostacolare l’inizio dei lavori di questa commissione. Un torto prima di tutto ai cittadini che hanno il diritto di sapere che fine fanno le 160 milioni di tonnellate di rifiuti industriali prodotte ogni anno e di cui spesso si perde traccia”, prosegue il senatore Martelli.

Il nodo è tutto politico. Perché gli avvenimenti degli ultimi mesi, con la nascita del governo Renzi e l’affermazione del Pd alle europee, hanno mutato le prospettive anche sulla composizione della Commissione per la quale si ipotizzava inizialmente una presidenza di centrodestra. Ad oggi, quindi, manca ancora il nome del possibile presidente. Da qui la diserzione e il probabile rinvio a settembre. “Non voglio giustificare nessuno perché il tema delle ecomafie per noi è fondamentale e si è perduto fin troppo tempo – conclude la senatrice Puppato – ma il tema in oggetto è delicatissimo quindi occorre fare, in fretta, delle scelte oculate”. Speriamo prima che arrivi l’autunno.

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