L’atteso incontro fra il Pd e il Movimento 5 Stelle previsto per lunedì 7 luglio non c’è stato, è stato cancellato tramite una lettera del capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza. La motivazione? Il Pd pretende dai pentastellati “risposte scritte” ad alcune domande sulle riforme. A questo punto viene da pensare che quell’incontro sia stato cassato all’ultimo momento proprio per scatenare l’ira di Grillo e mettere definitivamente una pietra sopra alla possibilità di accordo fra Renzi e il secondo partito italiano a favore di quel patto del Nazareno che ormai sembra aver preso il volo.

La reazione di Grillo in un primo tempo c’è stata e non è stata certo tenera, il leader del Movimento 5 Stelle sul suo blog ha scritto: “Il Movimento 5 Stelle rappresenta milioni di italiani che non possono essere trattati come dei paria, come dei cani in chiesa da personaggi mai eletti in libere elezioni, da sbruffoni della democrazia. Nessuno potrà più imputarci di non avere cercato il dialogo” e ancora: “Si prende atto che Renzi, le cui palle sono sul tavolo di Verdini e Berlusconi, rifiuta con il Movimento 5 Stelle ogni confronto democratico e che l’Italia dovrà pagarne tutte le conseguenze”. Ma nella serata di lunedì arriva la sorpresa, sembra vincere la linea Di Maio, quella che ha reso possibile la discussione e il confronto con il Pd e sul sito di Beppe Grillo ecco le risposte alle dieci domande poste dal Pd.

I 5 Stelle mettono nero su bianco che sono disposti a trattare su tutto e fanno le loro proposte alcune delle quali assolutamente condivisibili da una cittadinanza che non accetterebbe di essere relegata ad un ruolo di mera spettatrice. Come non essere d’accordo con la proposta dei 5 Stelle di non rinunciare ad un Senato eletto dal popolo? Il Senato, pur non avendo più la possibilità di votare la fiducia né di approvare, bocciare o emendare leggi, potrà eleggere il Presidente della Repubblica, i giudici costituzionali, i membri laici del Csm e avrà potere decisionale nelle leggi di riforma costituzionale quindi è giusto che sia composto da senatori eletti dai cittadini. Come non essere d’accordo con la proposta dei 5 Stelle che chiedono al Pd se è disposto a dimezzare subito le indennità e gli emolumenti di tutti i parlamentari e gli stanziamenti per i gruppi parlamentari? Come ricordano i pentastellati, per fare ciò occorre solo buona volontà e non un procedimento di revisione costituzionale. Ma il punto su cui mi trovo maggiormente d’accordo e che ho già espresso in un mio precedente post è la cancellazione dell’immunità parlamentare così come è adesso mantenendo in vita soltanto il primo comma dell’articolo 68 della Costituzione: nessun parlamentare può essere perseguito per cose che ha detto durante l’esercizio delle sue funzioni o per i voti che ha espresso.

Le risposte del Movimento 5 Stelle ci sono e sono pure scritte, c’è solo da augurarsi che l’incontro con il Pd rimandato alla prossima settimana possa produrre qualche frutto e non una chiusura definitiva. Se non altro perché le richieste di serietà, trasparenza e risposte scritte sono rivolte soltanto a Grillo mentre a Berlusconi, condannato in via definitiva, non è stata richiesta nemmeno la diretta streaming dell’incontro blindato di Palazzo Chigi e i cittadini non sapranno mai quali sono stati i punti cruciali di quella trattativa.

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