Volute nebbiose di fumo, battibecchi sornioni, lapsus a profusione, scontri verbali dirompenti: è il bilancio della rocambolesca conversazione domenicale tra Marco Pannella e Massimo Bordin in quello che è uno storico appuntamento di Radio Radicale. Nel faccia a faccia tradizionale tra il leader del Partito Radicale e il giornalista, si susseguono a ritmo serrato siparietti grotteschi, tutti cadenzati da un imprescindibile stilema della trasmissione: il sigaro. Nello studio di Radio Radicale, colonizzato da voluttuose nuvole di fumo, i due allietano gli aficionados con commenti su politica e attualità: ben due ore di fumo accanito, incessante, indisturbato. Ma se l’incipit della conversazione è placida e quasi oziosa, il resto è un duetto frenetico e sublime di frecciatine e di diatribe. A coronare il proscenio ci sono alcuni fuori programma, come l’improvviso blackout che non scoraggia Pannella dall’accendere il suo sigaro e dal continuare stoicamente il proprio monologo. La situazione esplode quando il leader radicale parla di dati di ascolto televisivi, misurandoli in miliardi di utenti. L’ex direttore di Radio Radicale dissente, così i due timonieri della trasmissione si scaldano oltre la soglia: volano insulti, Bordin invita Pannella a licenziarlo, Panella ribatte urlando e sacrosanteggiando. La calma stenta a tornare. Ma per fortuna c’è il totem salvifico che mette pace e calma. E così Pannella ricomincia a succhiare la sua sigaretta, a tossire e ad ansimare, Bordin torna alla sua fissità iconica tra le solite e confortanti nubi di fumo  di Gisella Ruccia

 

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