Quando ero al ministero degli Esteri, firmai io la direttiva europea 626. Mi fu portato un pacco di carte, chiesi al capo gabinetto se potevo firmare e lui mi rispose che era una norma europea da normale amministrazione. E firmai, altrimenti mi fucilavano. Che Dio mi perdoni per aver firmato quella norma“. E’ la rivelazione dell’ex ministro Antonio Martino durante il talk show di approfondimento “Virus – Il contagio delle idee” (Rai Due), circa il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, che regolamenta la sicurezza sui luoghi di lavoro e che fu emanato nel 1994 in attuazione di alcune direttive dell’Unione Europea. “Quella norma” – spiega il deputato di Forza Italia – ” imponeva che ci fosse un bagno per le donne e un bagno per gli uomini. Il compianto Steve Jobs e Steve Wozniak sarebbero stati messi in galera perché avevano fatto il personal computer in un garage. Questa è l’Unione Europea che aiuta. Ma per piacere“. Al conduttore Nicola Porro che gli chiede la ragione per cui ha firmato quella direttiva, l’ex ministro risponde: “Ma lei crede che uno legge tutto ciò che firma quando è ministro? Se mi porti una cosa, io la firmo. Magari può essere la reintroduzione della pena di morte, chi lo sa?”. E aggiunge, tra il serio e il faceto: “Quando ero al ministero della Difesa dovevo firmare talmente tanto, che per fare presto acceleravo, per cui la banca ora non riconosce più la mia firma. La deve fare Giuseppe che la sa imitare perfettamente”  di Gisella Ruccia

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