“La Cavallerizza non si svende, la città se la riprende”, si legge su un grande striscione all’ingresso di quelle che sono state le stalle del Palazzo Reale di Torino. Negli anni la Cavallerizza è diventata un complesso abitativo, ad affitto agevolato per dipendenti pubblici, a cui si sono aggiunti due spazi del Teatro Stabile e un grande giardino. Nel 2010 lo sgombero degli ultimi residenti e i piani di valorizzazione mai attuati. Infine la scelta di trasformare l’area in un’attività redditizia. Tra le opzioni considerate: albergo, ristoranti, centro commerciale e appartamenti di lusso. Un’assemblea di cittadini, venerdì scorso, decide di riaprire gli spazi a tutti. Un fitto programma di attività culturali animano le giornate, protagonista il teatro con laboratori quotidiani e diverse compagnie coinvolte. Per gli artisti l’occupazione della Cavallerizza serve a bloccare una speculazione edilizia: “vogliamo una terza via che non sia né pubblico né privato, vogliamo che i cittadini conoscano e vivano questo posto” di Cosimo Caridi

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