Selezione di classe dirigente online, scansione dei curricula con esperienze professionali e non politiche alle spalle, trasparenza e voglia di fare investimenti nei settori strategici della Grecia come agroalimentare e turismo. Su queste basi “filogrilline” nasce in Grecia il partito “Telia” (traduzione: perfetto) per opera di un ex attore cinematografico, Apostolos Glenzos, che è stato appena riconfermato sindaco di Stylida, cittadina della Grecia centrale con il 69% dei voti al primo turno. “Dobbiamo attirare persone nuove ad investire qui”, ha detto a urne chiuse, e per farlo “occorrono soggetti nuovi”.

Alle amministrative di domenica scorsa nel Paese è stato registrato un trend anti partiti tradizionali, con la quasi totalità dei ballottaggi alle regionali che tra pochi giorni vedranno protagonisti i candidati indipendenti, segno che i cittadini non nutrono più fiducia nella politica tradizionale. Eccezion fatta per il risultato di Syriza nella regione dell’Attica e al Comune di Atene con due nomi pesanti come Rena Dourou e Gavriel Sakellaridis, sono i candidati senza partiti a sfondare. Si tratta di uno scenario sociopolitico che se dovesse continuare potrebbe dar vita ad un vero e proprio terremoto partitocratico nel Paese, con i soli Syriza e Alba dorata e resistere, a fronte del dissolvimento degli altri soggetti. Già da alcune settimane il premier Antonis Samaras annuncia di voler liquidare la sua Nea Dimokratia, per far salpare la nave della New Ellas, un contenitore per attirare riformisti e moderati popolari.

I socialisti del Pasok, al governo del Paese ininterrottamente per trent’anni sino al 2004, dopo aver toccato il fondo lo scorso anno con il minimo storico del 5% (erano al 35%) hanno tentato con Evangelos Venizelos la via della coalizione di centrosinistra tramite Elià (una specie di ulivo) ma con scarsi risultati. Dagli Indipendenti di destra di Panos Kammenos e del Centro democratico di Fotis Kouvellis sono percentuali da prefisso telefonico.

E un mese fa il giornalista televisivo Kostas Teodorakis ha lanciato per le europee il partito To potami (il fiume), portando avanti la sua campagna elettorale in una tenda da campeggio: i sondaggi lo danno già al 9%. Il tutto mentre al Pireo, uno dei maggiori porti del Mediterraneo, al ballottaggio per le comunali si presenta con il 33% Moralis, candidato indipendente ed espressione della società sportiva dell’Olympiacos; e a Salonicco il noto imprenditore del vino Boutaris con il 34%.

“Se le persone non investono in Grecia, non potremo avere un domani” ha detto Glenzos forte del record ottenuto al primo turno con il 69% dei consensi. “Se non cambierà qualcosa fino a Natale saremo affamati tutti. Dobbiamo restituire 350 miliardi, per questo dovremmo iniziare a cercare investimenti nel settore primario,come l’agricoltura e il turismo” . Il partito Telia, a “guida online” annunciano i promotori, sarà pronto ad ottobre, quando in molti prevedono che la situazione politica del Paese sarà diversa, con le elezioni politiche vicine e con un tessuto sociale non più disposto a sacrifici e a tagli. In questo un ruolo decisivo lo avranno le europee di domenica prossima, dove il Syriza di Alexis Tsipras è dato in vantaggio di quattro punti rispetto al premier.

“L’attuale governo greco con le misure restrittive ha portato il paese nell’abisso economico”, dice al fattoquotidiano.it Katerina Giannaki, coordinatrice per l’Italia di Syriza, secondo cui le elezioni amministrative del primo turno hanno portato un risultato significativo “per un’Europa dei diritti e contro l’austerity della troika che continua a governare con le dure scelte neoliberiste: a livello locale queste elezioni sono state più politiche che amministrative”.

twitter@FDepalo

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Europa, le conseguenze di un ripudio. Del debito

next
Articolo Successivo

Euro, quelli che ‘ci vuole più Europa’

next