Un segnale contro il memorandum della troika e contro i partiti che lo hanno firmato, con uno scenario che tra sei giorni potrebbe consegnare una situazione politica capovolta in Grecia. Pur non sfruttando a fondo il primo turno delle amministrative il Syriza di Alexis Tsipras è sugli scudi, al ballottaggio in quattro regioni 4 su 13, ma avanti in Attica (dove risiede metà Grecia).

Record dei candidati indipendenti (in 9 regioni su 13 al ballottaggio) che dimostra il crollo verticale dei partiti tradizionali. Spicca la performance di Alba dorata che ad Atene si piazza al terzo posto con il 16,5% raccolto dal portavoce Ilias Kassidiaris, raddoppiando il 7% ottenuto alle politiche e facendo segnare un miglioramento in Macedonia, Attica, Peloponneso e Sterèas. Spariscono i socialisti del Pasok raggruppati nell’Ulivo (solo quinti). E tra una settimana ballottaggi ed elezioni europee, dove i sondaggi Kapa Research danno Tsipras in vantaggio di almeno quattro punti rispetto alla Nea Dimokratia di Antonis Samaras (27,4 contro 23%).

È una corsa tra rigore e anti-memorandum questo primo turno di amministrative in Grecia, con 13 regioni da rinnovare, compresa la complicata partita di Atene la cui regione, l’Attica, ha in pancia metà popolazione ellenica: avanti è Rena Dourou del Syriza mentre terzo è il deputato Panagiotara di Alba dorata con l’11%. Nella capitale (astenuti al 48%) sarà derby tra sei giorni tra l’indipendente Kaminis e Sakellaridis del Syriza, ma è al Pireo, il principale porto del Paese che si sono registrati i primi malumori, con il candidato conservatore Mikalioliakos che ha accusato di brogli l’indipendente Moralis, quest’ultimo legato alla squadra di calcio dell’Olympiacos Pireo, che avrebbe distribuito pasti e somme di denaro pur di conquistare il voto degli indecisi.

La Grecia è spaccata in due: le zone maggiormente sofferenti come l’Attica, (dove risiedono cinque milioni di greci, su 11 milioni complessivi) vedono avanti il Syriza, con una voglia di cambiamento manifestata anche nei comuni, e con la crescita costante di Alba dorata. Mentre lo zoccolo duro dei conservatori resta la Grecia centrale dove al 44% sale al primo turno (in Sterèas) Kostas Bakoyannis, figlio dell’ex ministro Dora e nipote dell’attuale ministro della funzione pubblica, rampollo di una delle famiglie che per trent’anni, assieme ai Papandreou e ai Karamanlis, hanno governato il Paese.

Ostenta tranquillità il primo ministro Antonis Samaras: “Ogni voto ha la sua importanza. Certamente di particolare importanza sono le elezioni locali. Ma domenica prossima avremo un’altra battaglia, quella per dimostrare che la Grecia ha compreso l’importanza della stabilità. Tocca ai Greci contribuire a portare il paese in avanti con passo costante e lasciare indietro le ricadute”. Fiducioso il leader del Syriza Alexis Tsipras, candidato anche in Italia per le europee con la lista “L’altra Europa”, secondo cui le europee di “domenica prossima rappresenteranno il referendum sul memorandum che non c’è mai stato, domenica sarà il primo giorno di un’epoca passata, la Grecia non appartiene a nessuno altro che la sua gente”.

Secondo il presidente di Syriza non vi è alcun precedente storico in cui il partito di governo resti al potere nonostante sia perdente al secondo turno nella regione più grande e nella capitale del Paese. E ha aggiunto che i migliori gol arrivano nel secondo turno, alludendo alla possibilità che in caso di successo del Syriza tra una settimana, alle amministrative e alle europee, possa aprirsi una crisi di governo con il conseguente voto anticipato. E ricalcando inavvertitamente le parole pronunciate ieri da Gianroberto Casaleggio: “Vinciamo e si torna al voto”.

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