“Padre Paolo Dall’Oglio è vivo e in mano ai miliziani dell’Isis, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante”. Ne sono convinti fonti dell’Esercito libero siriano (Els), l’opposizione armata contro il regime siriano, interpellate da Aki-Adnkronos International all’indomani della liberazione di quattro giornalisti francesi che si presume fossero stati rapiti nel giugno dai miliziani qaedisti dell’Isis in Siria.

“Siamo certi che Dall’Oglio sia vivo e si trovi in una delle prigioni dello Stato Islamico nel nord della Siria. Per motivi di sicurezza non riveleremo dove si trova”, hanno ribadito le fonti. “Secondo le informazioni in nostro possesso – fanno sapere dall’Els -, non sono in corso trattative per la liberazione del gesuita Italiano”.

L’Unità di crisi della Farnesina, sentita dall’Adnkronos, per un aggiornamento sul rapimento del religioso ha risposto che “la vicenda viene seguita con il massimo impegno e, come per tutti gli altri casi, è opportuno mantenere il massimo riserbo”. 

Fonti vicine ai negoziati, interpellate dall’Ansa, affermano che da mesi sono in corso contatti avari livelli per la liberazione del gesuita italiano. Le fonti, che chiedono di rimanere anonime, precisano che due settimane fa “vi erano notizie confortanti sullo stato in vita di Dall’Oglio”, ma che “su questo non vi era e non vi può essere alcuna certezza assoluta, vista la difficoltà di penetrare la struttura che lo tiene prigioniero”.

 

Immacolata Mauri, sorella di Padre Dall’Oglio, ha fatto sapere che la famiglia non ha notizie da mesi. Dall’Oglio, 59 anni, di cui 30 trascorsi in Siria, dove ha fondato la comunità monastica di Mar Musa, a nord di Damasco è stato rapito il 27 luglio 2013 nei pressi di Raqqa nella Siria settentrionale.

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