Dopo ieri sera sarà difficile che Renzi non porti a casa un sontuoso risultato alle elezioni europee del 25 maggio. Perché sul piano della comunicazione politica la conferenza stampa di palazzo Chigi sugli 80 euro è stato un mezzo capolavoro. Se sarà un capolavoro intero lo vedremo nelle prossime settimane solo quando il pacco dono festosamente denominato “Per un Italia coraggiosa, semplice” avrà superato indenne le sabbie parlamentari annientando definitivamente “gufi e rosiconi”. I quali adesso si leccano le ferite inferte con spericolata baldanza dal premier in blue jeans perché non si aspettavano certo che il bonus fosse accompagnato da una esemplare raffica di bastonate alla casta come odiatissimo simbolo del privilegio e alle caste intese come corporazioni arroccate nei propri vantaggi.

Insomma il messaggio è: Grillo strilla ma io faccio. Cosa gli puoi dire del resto a uno che con il vento furioso dell’antipolitica nelle vele vuole costringere sottosegretari e superdirigenti a recarsi al lavoro “a piedi o in taxi” procedendo alla quasi completa demolizione delle spregevoli auto blu (solo cinque per ministero). Provassero gli alti papaveri della pubblica amministrazione a lamentarsi perché non potranno percepire più di 240 mila euro l’anno, che non sono proprio una miseria. E il sottile sadismo che riduce lo spazio degli uffici dei detestati burocrati da 44 mq a 24 mq (mancava solo il coro da stadio: “devi morire”)? Senza contare il taglio agli insopportabili F35 e quel rivolgersi a brutto muso contro i magistrati dell’Anm che “confondono le buste paga con l’autonomia” e che gli varrà sicuramente l’applauso dei garantisti alle vongole.

Non staremo qui a ricordare le perplessità di quanti intravedono nella copertura piuttosto raccogliticcia per il bonus una manovra di corto respiro, buona soltanto per qualche mese, per niente strutturale. Sarà pure così ma alla fine di maggio dieci milioni di italiani avranno un po’ più di soldini in tasca da spendere e Renzi nelle urne parecchi voti. Come scambio ci può stare.

Il Fatto Quotidiano, 19 aprile 2014

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