Ci sono almeno 13,5 miliardi di euro che gli Enti locali che si avvalgono di Equitalia devono ancora riscuotere ed “è lecito presumere che una parte non irrilevante di enti comunali continui a conservare tra i propri residui attivi ingenti partite ormai da considerare nella sostanza non riscuotibili, sebbene ancora formalmente non dichiarate inesigibili”.

Lo ha riportato il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, in un’audizione alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale. Anche se “non sono disponibili dati analitici in ordine all’ammontare dei residui attivi connessi ai ruoli formati dai comuni in carico agli agenti della riscossione del gruppo Equitalia”, ha evidenziato Squitieri, “va tenuto presente che al 30 aprile 2013 il carico residuo, al netto delle sospensioni e dei ruoli emessi nei confronti di soggetti già falliti al momento dell’iscrizione, era di 13,5 miliardi di euro”.

I magistrati contabili scrivono che il problema delle perdite riguarda il 33 per cento delle società partecipate da Comuni e Province, e nel 12 per cento dei casi la perdita è reiterata nell’ultimo triennio. “Di 3.949 società rilevate dalla Corte dei Conti nel 2012, 469 hanno chiuso con un segno negativo consecutivamente nel triennio, con un valore complessivo medio di 652,6 milioni di perdita”, si legge nella relazione di Squitieri.

Acqua e rifiuti, gas, energia e trasporti assommanno il 64,6 per cento delle perdite totali. La sola Atac romana, ha sottolineato Squitieri, “pesa per il 28,6 per cento del totale delle perdite croniche su scala nazionale”.

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