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Eclissi del 12 agosto, stress test per la rete elettrica. La produzione fotovoltaica potrebbe diminuire fino a 9,7 gigawatt

Tabarelli (Nomisma): "C'è qualche elemento di complessità in più, ma sono fiducioso". Entso-E ha attivato una task force e la Commissione Ue non vede rischi immediati per sicurezza e approvvigionamenti.
Eclissi del 12 agosto, stress test per la rete elettrica. La produzione fotovoltaica potrebbe diminuire fino a 9,7 gigawatt
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L’eclissi solare del 12 agosto non sarà soltanto uno spettacolo astronomico. Per la rete elettrica italiana ed europea sarà anche una prova della capacità di gestire un sistema sempre più dipendente dalle fonti rinnovabili. L’oscuramento del Sole provocherà infatti una diminuzione temporanea della produzione fotovoltaica, ma secondo gli esperti e i gestori della rete non dovrebbe mettere a rischio la stabilità del sistema. “Il calo ci sarà, perché ci sarà un oscuramento. Quanto il sistema sia preparato lo scopriremo dopo”, spiega ad Adnkronos Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia. Il fenomeno arriva in un momento in cui la capacità fotovoltaica installata è cresciuta enormemente rispetto alle precedenti eclissi.

“Rispetto a fenomeni analoghi del passato, oggi abbiamo un’abbondanza incredibile di fotovoltaico e sarà interessante vedere come si comporterà l’intero sistema elettrico, non soltanto italiano ma europeo”, osserva Tabarelli. La crescita delle rinnovabili aggiunge complessità alla gestione della rete, ma l’Italia può contare anche su una domanda di elettricità sostanzialmente stabile.

“C’è qualche elemento di complessità in più, ma va anche ricordato che in Italia la domanda elettrica cresce poco rispetto al resto del mondo e rispetto a quanto accadeva prima del 2008. Abbiamo sostanzialmente una domanda piatta e questo ci aiuta molto ad affrontare fenomeni come quello dell’eclissi”. Per Tabarelli, quello del 12 agosto sarà comunque un vero e proprio banco di prova. “Sarà uno stress test”, dice, ricordando che l’Italia ha già vissuto uno dei più grandi blackout della sua storia nel settembre 2003 e citando anche i problemi più recenti registrati in Spagna.

Nel frattempo, sottolinea l’esperto, l’elettricità ha assunto un peso sempre maggiore nella vita economica e sociale dei Paesi. “Mentre cresce il peso delle rinnovabili, negli ultimi vent’anni è aumentata enormemente anche l’importanza dell’energia elettrica nei nostri sistemi sociali ed economici, nella sicurezza, nella cybersecurity e perfino nella geopolitica”. Le conseguenze di un’interruzione oggi sarebbero quindi molto più pesanti rispetto al passato. “Un’interruzione della fornitura elettrica oggi è molto più grave rispetto al passato: pensiamo ai data center, alle infrastrutture di sicurezza o a quelle militari. Un Paese e un’economia moderna senza elettricità oggi sono semplicemente impensabili”.

La capacità di gestione, però, è aumentata insieme alla complessità. “È aumentata la nostra capacità di gestire questa complessità – puntualizza Tabarelli – ma sono aumentati enormemente anche i rischi legati a un’eventuale interruzione”. Nonostante questo, il presidente di Nomisma Energia si dice fiducioso: “Sono comunque fiducioso che il sistema reggerà, grazie anche ai vecchi impianti di capacità di base che continueranno ad aiutarci”.

Fino a 9,7 gigawatt di fotovoltaico in meno

A quantificare l’effetto atteso dell’eclissi è Entso-E, la rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione dell’energia elettrica. In condizioni di cielo sereno, tra le 19.15 e le 21.30 Cest la produzione fotovoltaica europea potrebbe diminuire temporaneamente fino a 9,7 gigawatt.

L’effetto sarà particolarmente rilevante in Spagna, dove l’eclissi sarà totale, e in Germania. Il fenomeno arriva inoltre in un sistema nel quale l’energia solare rappresenta ormai una componente importante del mix elettrico europeo: nel 2025 ha contribuito per circa il 13% alla produzione di energia elettrica dell’Unione europea. I gestori delle reti di trasmissione si sono quindi preparati con misure coordinate per affrontare la variazione temporanea della produzione. Entso-E ha inoltre attivato una task force specifica con il compito di coordinare i preparativi, monitorare l’evoluzione dell’evento e facilitare lo scambio di informazioni tra i gestori prima e dopo l’eclissi.

La rassicurazione dell’associazione è netta: “Grazie a consolidati meccanismi di coordinamento e a preparativi proattivi, Entso-E e i gestori dei sistemi di trasmissione europei sono pronti a garantire il funzionamento sicuro e stabile del sistema elettrico durante l’evento”. E proprio per la rete europea, conclude Entso-E, “questa eclissi solare offre l’opportunità di dimostrare la preparazione e l’adattabilità del settore elettrico europeo”.

La Commissione Ue: nessun rischio immediato

Anche da Bruxelles arrivano rassicurazioni, pur in un quadro definito critico. “La nostra valutazione al momento è che la situazione sulla produzione di energia sia stabile, ma non vi siano problemi immediati di sicurezza o approvvigionamento, anche se ovviamente la situazione è critica”, ha detto una portavoce della Commissione europea.

L’eclissi viene monitorata proprio per il suo possibile effetto sulla produzione. “Posso anche segnalarvi che l’eclissi solare della prossima settimana, del 12 agosto, avrà un impatto sulla produzione di energia”, ha spiegato la portavoce, ricordando l’attivazione del gruppo operativo di Entso-E. Tuttavia, “dato che l’eclissi solare dovrebbe verificarsi nel pomeriggio, non si prevede un impatto significativo”. A rendere più delicata la situazione energetica europea ci sono però anche le condizioni meteorologiche. Alcune centrali sono state fermate a causa dei bassi livelli dei corsi d’acqua o delle alte temperature dell’acqua. È accaduto in Ungheria, Romania, Slovenia, Francia, Italia e Polonia.

Il deficit di produzione può comunque essere compensato attraverso gli scambi tra i diversi Paesi. La Francia, in particolare, sta esportando elettricità verso gli Stati confinanti. La rete europea continua intanto a mantenere un contatto diretto con le autorità nazionali, mentre la Commissione monitora anche l’evoluzione delle condizioni meteorologiche e delle precipitazioni. Per ora non è stata convocata una riunione straordinaria di coordinamento. Ma il messaggio da Bruxelles è chiaro: l’eclissi sarà osservata anche attraverso gli strumenti della rete elettrica, con l’obiettivo di arrivare al 12 agosto preparati a gestire il temporaneo calo del Sole senza trasformarlo in un problema per l’energia.

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