Rabbia e dolore davanti alla sede diplomatica. I cittadini ucraini residenti in Italia si sono radunati in un sit-in per chiedere le dimissioni sia del primo ministro Viktor Fëdorovyč Janukovyč che dell’ambasciatore. “Andatevene, siete degli assassini”, gridano con una voce strozzata dalle lacrime e dal dolore. Molti hanno perso qualcuno, altri sono preoccupati perché non sentono i parenti da giorni. “Non siamo terroristi o estremisti, chi è in prima fila a Kiev è l’intellettuale, lo studente, l’insegnante, sotto il passamontagna ci sono i nostri fratelli e sorelle” afferma Nataliya Tsebryk, che lavora in Italia come interprete. Chiedono aiuto all’Unione europea. Volevano almeno oggi la bandiera a mezza asta, come segno di lutto nazionale.  L’ambasciatore ucraino, Yevghen Perelygin, in tutto ciò è rimasto sordo alle loro richieste, fuggendo di soppiatto per non incontrarli. Qualche giorno fa aveva dichiarato: “L’Europa non intervenga, è una questione di politica interna”  di Irene Buscemi

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