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Ue: “Coppie gay hanno diritto a licenza matrimoniale come chi si sposa”

La decisione della Corte di Giustizia riguarda i Paesi nei quali persone dello stesso sesso possono solo contrarre un patto di unione di civile. Marrazzo (Gay Center): "Stabilito principio di uguaglianza"
Ue: “Coppie gay hanno diritto a licenza matrimoniale come chi si sposa”
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Stessi benefici sul lavoro alle coppie omosessuali che stringono un Pacs, come congedo e premio salariale, se nel paese in questione non esiste il matrimonio tra persone dello stesso sesso. E’ quanto ha stabilito la Corte di giustizia Ue, che ha dato ragione a un francese, dipendente del Credit Agricole, che si è visto rifiutare i benefici stabiliti dal contratto collettivo di lavoro per chi si sposa, in quanto all’epoca in Francia per coppie dello stesso sesso era prevista solo la possibilità del Pacs e non quella del matrimonio.

La Corte rileva infatti che, “ai fini della concessione dei benefici in questione, la situazione dei contraenti matrimonio e quella delle persone del medesimo sesso che, non avendo la facoltà di sposarsi, concludono un Pacs sono comparabili”. Secondo Lussemburgo, inoltre, “il contratto collettivo, che accorda congedi retribuiti e un premio stipendiale ai dipendenti che contraggono matrimonio, quando peraltro alle persone del medesimo sesso non è possibile sposarsi, crea una discriminazione diretta fondata sull’orientamento sessuale nei confronti dei lavoratori dipendenti omosessuali che stipulano un Pacs”. Di conseguenza, conclude Lussemburgo, “quando il matrimonio è precluso alle coppie omosessuali, a un lavoratore che concluda un Pacs con persona del medesimo sesso devono essere riconosciuti i medesimi benefici accordati ai suoi colleghi in occasione del loro matrimonio”.

Secondo Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, “la sentenza della Corte Europea che equipara sul lavoro i diritti delle coppie gay anche nei paesi dove il matrimonio non è previsto, si veda l’Italia, è importantissima perché stabilisce un altro principio di eguaglianza”. “Ad oggi in Italia – continua – chi si sposa all’estero ad esempio non potendolo fare in Italia, non gode di alcun diritto al pari delle tante coppie di fatto sempre più numerose. Questa sentenza cade in un’Italia senza diritti per gay e lesbiche dando la misura di quanto siamo indietro e di come invece l’Europa abbia sancito la legittimità dei diritti civili”.

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