Da anni è in servizio al Massimario della Cassazione, a spulciare e analizzare sentenze passate in giudicato per consolidarne la giurisprudenza. Incarico di prestigio, che però nel suo caso – metafora di facile comprensione per chi tifa Napoli – suona un po’ come schierare Gonzalo Higuaìn in difesa. Ma ora il magistrato anticamorra Raffaele Cantone a cavallo tra gli anni ’90 e 2000 da sostituto procuratore alla Dda di Napoli ha condotto incisive indagini contro i clan dei Casalesi e ha accumulato un bagaglio di competenze trasfuso in alcuni libri di grande successo, dopo aver resistito alla sirena del Pd che voleva candidarlo a sindaco di Napoli e al Parlamento, vorrebbe tornare a fare il magistrato inquirente in terra di criminalità organizzata.

Cantone, che vive sotto scorta dal 2003 dopo la scoperta di un progetto di attentato ai suoi danni, ha presentato domanda al Csm per concorrere alla nomina di procuratore aggiunto della neonata Procura del Tribunale di Napoli Nord. L’ufficio giudiziario è stato istituito il 16 settembre, ha sede ad Aversa (Caserta) ed ha assunto la competenza di un vastissimo territorio tra le provincia di Napoli e di Caserta, comprese le città dove prosperano gli affari dei clan camorristici casertani (Casal di Principe, Casapesenna e dintorni). Serve un’utenza di un milione e 100.000 abitanti, e secondo alcuni calcoli, a pieno regime si attesterà come il quinto Tribunale d’Italia. La pianta organica prevede un procuratore capo e due aggiunti.

Al momento l’ufficio è retto da un facente funzioni, Raffaele Marino, che si divide tra l’applicazione a Napoli Nord e il Palazzo di Giustizia di Torre Annunziata, dove da procuratore aggiunto regge il pool per i reati contro la pubblica amministrazione. Per ora il Csm dovrebbe deliberare per Napoli nord il procuratore capo e un solo aggiunto. Nomine da perfezionare entro un paio di settimane. Riservandosi in un secondo momento la designazione del secondo procuratore aggiunto. Tra gli aspiranti al ruolo, oltre a Cantone, c’è Antonio Guerriero, già capo della soppressa Procura di Sant’Angelo dei Lombardi (Avellino) ed ora applicato ad Aversa.

Per l’incarico di procuratore capo sono invece in corsa, tra gli altri, Armando D’Alterio, procuratore capo di Campobasso, che fu il pm delle indagini sull’omicidio del giornalista del Mattino Giancarlo Siani; Paolo Mancuso, procuratore capo di Nola, già coordinatore Dda di Napoli; Francesco Greco, procuratore aggiunto di Napoli, coordinatore di alcune tra le più delicate indagini della procura partenopea (tra cui quella che vede imputato Silvio Berlusconi per la presunta compravendita dei senatori); Luciano D’Emmanuele, già capo della soppressa Procura di Ariano Irpino (Avellino), attualmente applicato a Napoli nord.

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