Il neonato Tribunale di Napoli Nord ha qualcosa che non quadra sin dal nome. Infatti si trova in provincia di Caserta. Ad Aversa, per la precisione. In una sede da 17.000 metri quadri, nel ‘Castello Aragonese’, che fu dimora e rifugio di principi, regine e capitani di ventura, uno spettacolo per gli occhi abituati a palazzoni giudiziari privi di storia e di fascino. Il neonato Tribunale di Napoli Nord è un’eccezione. E’ l’unico che nasce nelle pieghe di un decreto che al contrario sopprime 37 procure e 220 sedi distaccate e ha seminato tensioni e recriminazioni in tutto il paese. 

Il neonato Tribunale di Napoli Nord ha lo sguardo su Gomorra, ha competenza su alcuni comuni dove impera la camorra del clan dei Casalesi (Casal di Principe, Casapesenna e dintorni) e su ampie porzioni della provincia napoletana e serve un’utenza di 1.100.000 abitanti apprestandosi a diventare il quinto palazzo di giustizia in Italia. Peccato che sia ancora un cantiere. Si è partiti in una situazione di profondo disagio: nel rumore dei trapani e della fabbricazione dei tramezzi, con molti uffici non ancora cablati, clamorose carenze di personale, un piccolo manipolo di pm e giudici ‘scollegati’ dal sistema informatico del ministero di Giustizia. Le prime iscrizioni degli indagati sono avvenute a mano, nel registro cartaceo provvisorio. Parola sinistra, nel paese dove non c’è nulla di più definitivo del provvisorio.  

Anna Maria Cancellieri non ha voluto sentire ragioni: il Tribunale di Napoli nord doveva essere inaugurato il 16 settembre e così è stato. Indifferente alle ripetute richieste di uno slittamento dei tempi, il ministro della Giustizia è andato avanti fino in fondo nonostante le perplessità degli operatori di giustizia e le proteste degli avvocati. L’organico è largamente incompleto, nemmeno quello sufficiente all’attività con “carico zero”, ossia senza fascicoli provenienti da altri uffici. Rispetto a una pianta organica definitiva di 30 pm, in Procura si contano sei pm applicati e un procuratore reggente anch’esso applicato, il magistrato anticamorra Raffaele Marino, un curriculum di tutto rispetto maturato alla Dda di Napoli e alla Procura di frontiera di Torre Annunziata, dove ricopre il ruolo di aggiunto. L’incarico per tutti è provvisorio e dura tre mesi. Poi si vedrà. Una raffica di caselle vuote anche nel settore giudicante, appena sei i magistrati indicati dal Csm. La pianta organica ne prevede 80. Il bando è stato subito rinnovato.  

I metal detector sono stati recuperati tra quelli in disuso a Napoli. Ma il controllo avviene già un centinaio di metri prima, nel cortile. Il drappello di polizia lascia passare solo avvocati e forze dell’ordine, chi si qualifica come cronista deve esibire il tesserino professionale, rivelare subito i motivi della visita e le persone che intende incontrare. E ottenerne il nulla osta. Con tanti saluti alla riservatezza del lavoro giornalistico.  

Precauzioni sacrosante, per carità. Ci sarà tempo per rodare i meccanismi e non si può fare entrare uno sconosciuto in un Palazzo dove è ancora un andirivieni di squadre di operai alle prese con fili scoperti e muri di separazione da realizzare. Chissà se invece verranno messi subito a posto, perché quelli servono ora e adesso, gli ascensori che portano ai piani superiori, dove si celebrano i processi per direttissima, lavorano i giudici impegnati nelle convalide e i pm alle prese con le primissime inchieste. Un tecnico dice: “E’ inutile che preme il pulsante di quello a sinistra, l’ascensore è fermo, l’ho dovuto bloccare, si stava surriscaldando”. Forse sono stati progettati per un uso civile, da condominio. E meno male che gli avventori sono ancora pochi. Cosa succederà col Tribunale a pieno regime? E saranno risolte le carenze di illuminazione che affliggono uno dei piani intermedi, dove in certe zone pare di camminare al buio? Sicuramente. E’ solo una questione di tempo e tutto andrà a posto, si ultimeranno gli arredi, arriveranno gli altri computer (la Procura ha iniziato a lavorare con appena quattro pc, ma stanno già pervenendo gli altri) e si riempiranno tutti i buchi del personale amministrativo e giudiziario 

Ma ci si chiede se era il caso di iniziare in una situazione così precaria. Per protesta, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere ha deliberato dieci giorni di astensione a partire dal 1 ottobre. Mentre il presidente del consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Francesco Caia, ha definito il nuovo tribunale di Napoli Nord “un’occasione persa”. E spiega: “Lo hanno istituito con un decreto del 26 giugno, nemmeno in Svizzera sarebbero stati capaci di rendere pienamente agibile e a norma un immobile tanto grande in così poco tempo. Il Tribunale di Aversa è ancora un cantiere aperto, è un dato oggettivo e non capiamo perché sia stato aperto lo stesso. E mi chiedo come abbiano fatto a creare dal nulla un tribunale in una zona a densità criminale così alta attingendo dal personale di un altro ufficio giudiziario a sua volta già sotto organico di circa 150 unità. I problemi logistici-edilizi, in qualche mese possono pure risolverli. Ma se non arriva il personale, questo tribunale resterà una scatola vuota e a sua volta il Tribunale di Napoli ne sarà paralizzato”.