Archiviare il caso del giudice Antonio Esposito, il presidente della sezione Feriale della Cassazione che ha condannato Silvio Berlusconi. La toga era finita in una bufera mediatica perché accusata di aver anticipato in un’intervista al Mattino le motivazioni per le quali il collegio da lui presieduto ha condannato l’ex premier a 4 anni per frode fiscale. In realtà a motivazioni depositate si era capito che quello del giudice con il giornalista era stato un discorso in termini generali. I supremi giudici infatti hanno motivato il verdetto di condanna non perché l’ex premier sapeva, ma perché considerato “ideatore” e “beneficiario” del sistema di frodi

La Prima Commissione del Csm al plenum di Palazzo dei Marescialli, dopo l’istruttoria di rito, ha chiesto di archiviare la pratica. Il giudice aveva più volte dichiarato che le sue dichiarazioni erano state manipolate. In alcuni stralci dell’audio dell’intervista era emerso che mancava un riferimento diretto al caso del Cavaliere.

La decisione di chiedere al plenum l’archiviazione del fascicolo e dunque di escludere l’esistenza dei presupposti per un’eventuale trasferimento d’ufficio di Esposito per incompatibilità funzionale è stata presa all’unanimità, in accoglimento della proposta del relatore Mariano Sciacca, togato di Unicost.

Richiesta di archiviazione anche per l’altra pratica aperta, quella della riguardante la richiesta di tutela chiesta dal magistrato per gli attacchi ricevuti dalla stampa vicina al leader del Pdl. Il giudice aveva chiesto l’intervento dopo alcuni articoli da lui ritenuti diffamatori pubblicati su alcuni quotidiani. Anche in questo caso la decisione è stata presa all’unanimità. Sul caso Esposito aveva aperto una pratica anche il pg della Cassazionecui il quotidiano napoletano aveva consegnato l’intero audio dell’intervista.

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