Una volta c’era la Madonna di Fatima. Oggi c’è Renzi. Compare di notte e ti converti.

Così una mattina, mesi fa, Claudio Burlando – governatore della Liguria – si è alzato e si è ritrovato renziano. Nessuno ovviamente tra giornalisti e colleghi di partito ha osato chiedere come Burlando, prima dalemiano per decenni e poi bersaniano (quindi anti-Renzi) avesse potuto convertirsi. Da un giorno all’altro, preso da rapimento mistico e sensuale, direbbe Battiato.

Chissà, ma sarebbe interessante sapere che cosa ne pensa l’amato, cioè Renzi.

Era questo che intendeva quando parlava di rottamazione? Essere sostenuto da un uomo come Burlando che nei decenni del suo impero ha visto la Liguria coprirsi di cemento, cedere alla ‘ndrangheta, ma soprattutto scivolare nella sua crisi più profonda? Il curriculum giusto per presentarsi alla corte di Renzi.

Ma non è soltanto questo: era questo che intendeva Renzi con il termine “nuovo“? Ce li ritroveremo ministri o sindaci di Genova, magari facendo le scarpe al povero Marco Doria? Politici che erano in aspettativa per motivi politici quando ancora c’era il Muro di Berlino.

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