Un pezzetto di Milano è volato a Palermo, la settimana scorsa. Veronica Marzotto è andata nella città siciliana a rappresentare l’Associazione Civile Giorgio Ambrosoli, nata nel 2011 su iniziativa di un gruppo di cittadini milanesi per promuovere “lo sviluppo di una convivenza sociale giusta, libera e fondata sui principi della Costituzione italiana”. A Palermo ha incontrato tante altre associazioni di cittadini (da Addiopizzo a Solidaria) proprio nel giorno, il 29 agosto, in cui si ricorda Libero Grassi, l’imprenditore siciliano ucciso dalla mafia perché si era pubblicamente ribellato al pizzo.

È stata una giornata intensa: con Pina, Alice e Davide Grassi impegnati come sempre a trasformare il loro ricordo di Libero, ancora 22 anni dopo, in un’occasione per ampliare la libertà di tutti. “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza libertà”, diceva Libero Grassi. Dopo la solitudine che gli è costata la vita, è arrivata la protesta dei siciliani onesti che hanno creato e sviluppato le iniziative di Addiopizzo, il cui adesivo ora compare su tanti negozi palermitani.

Milano è per lungo tempo rimasta indietro, rispetto a Palermo: qui ci hanno continuato a dire che “la mafia non esiste”. Ora, dopo indagini, arresti e coinvolgimenti della politica, è più difficile non vedere anche in Lombardia la penetrazione delle organizzazioni criminali, prima fra tutte la ‘ ndrangheta. Sono al lavoro, per decisione del sindaco Giuliano Pisapia, la commissione comunale antimafia guidata da David Gentili e quella dei “saggi” presieduti da Nando dalla Chiesa. L’indagine e il monitoraggio delle infiltrazioni criminali qui al nord sono garantiti e dovranno proseguire. Quello che ancora manca è un movimento di persone che in maniera stabile affronti l’evidenza della penetrazione mafiosa a Milano e lavori concretamente per combatterla: un Addiopizzo del nord. Qualche iniziativa nei mesi scorsi c’è stata (come una “Notte contro le mafie” alle Colonne di San Lorenzo), sarebbe bello che la città si svegliasse e ne facesse mille, di iniziative così.

Milano dunque si è risvegliata, ma è ancora indietro rispetto a Palermo, che ci può insegnare ancora molto. A novembre, l’Associazione Civile Giorgio Ambrosoli ci inviterà alla nuova edizione della “Giornata della virtù civile”, negli scorsi anni dedicata a Giorgio Ambrosoli (2009), Guido Galli (2010), Libero Grassi (2011), Carlo Alberto dalla Chiesa (2012). Sarà la volta di don Pino Puglisi, il prete ucciso da Cosa nostra a Palermo. Coinvolte anche le scuole, che possono partecipare ai concorsi “Scriviamo la nostra storia” (elementari e medie) e “Scatti di legalità” (superiori). Ora tocca alla città sviluppare e moltiplicare iniziative e interventi. Dimostrare che “si può fare” anche a Milano.

A Palermo, chi ha partecipato alle iniziative per ricordare Libero Grassi venendo dal nord non ha potuto fare a meno di stupirsi vedendo, accanto a tanti problemi ancora irrisolti, anche molti segnali di vivacità e cambiamento. Tra questi, la partecipazione di due assessori: quella regionale all’istruzione e alla formazione professionale è Nelli Scilabra, una ragazza di 29 anni che non è stata selezionata dentro la “casta” politica, ma viene dai movimenti studenteschi; quella comunale alla scuola è Barbara Evola, una trentenne che non ha sgomitato dentro i partiti, ma è e continua a sentirsi un’insegnante, naturalmente precaria. Due marziane, a guardare gli assessori del nordista Bobo Maroni.

Twitter @gbarbacetto

Il Fatto Quotidiano, 5 settembre 2013
 

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