“Stop war in Siria“. E’ la scritta che compare sullo striscione piantato all’interno della nuova base Usa a Vicenza dai 200 attivisti del Presidio Permanente NoDalMolin. Mentre il presidente degli Stati Uniti Barack Obama sta lavorando per convincere il Congresso a votare “sì” ad un intervento militare in Siria, gli oppositori degli insediamenti militari Usa nel vicentino invocano la pace. Dopo aver tagliato alcune centinaia di metri di recinzione sono entrati all’interno della base contestata. “L’iniziativa è una risposta concreta e diretta contro l’ipotesi dell’ennesima guerra umanitaria, questa volta in Siria, che non porterebbe altro che nuovi lutti e distruzioni”, si dice nel comunicato del movimento che rivendica l’azione. L’Italia, pur essendo contraria al raid contro il regime del presidente Siriano Bashar al-Assad, è connivente con gli Usa mettendo il proprio “territorio a disposizione dei militari a stelle e strisce”. Questo è il messaggio che voleva passare l’iniziativa del NoDalMolin. 

La manifestazione si inserisce nella campagna contro le servitù militari. E’ stata lanciata dal movimento dopo l’inaugurazione della nuova basa Usa a Vicenza, andata ad aggiungersi ad altre basi presenti nel vicentino, come la Caserma Ederle e Site Pluto. Quest’ultima era stata violata lo scorso giugno da centinaia di attivisti. “Fino a quando gli statunitensi avranno un piede a Vicenza continueremo a violare le base militari presenti nel nostro territorio”, promettono i NoDalMolin. Il loro motto è: “Vicenza libera dalle servitù militari non è uno slogan, è una pratica”.

Sabato 7 settembre è in programma una nuova manifestazione che partirà dal Festival NoDalMolin alle 15.30 e raggiungerà, ancora una volta, l’area del Dal Molin. “Essere contro la guerra significa battersi contro le basi in tutti i territori”, riassumono il loro obiettivo gli attivisti. Si paragonano ai NoMuos, il movimento che si oppone al sistema satellitare Usa a Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Comunque, secondo gli attivisti, l’impegno per la pace deve essere globale. Proprio domenica scorsa, mentre si decidevano le sorti del intervento militare in Siria, i NoDalMolin hanno partecipato alla global conference internazionale pro-pace. 

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