Subito una premessa: chi scrive ha trascorsi di scrocco/chic. Un’ammissione di colpa senza vergogna. E dunque guarda con simpatia e con indulgenza i nuovi scrocco/chic che in un’estate di crisi puntano tutto sulle buone conoscenze e sull’invito, anche last minute.

Poiché l’invito bisogna guadagnarselo da parte di personalità di un certo rilievo sociale che amano circondarsi di donne di bell’aspetto e di uomini fascinosi. Il Gran Balì degli “scrocconi” (in senso figurato, ca va sans dire) è Tommaso Buti che deve parentesi di notorietà a fidanzamenti con modelle e principesse. Grande habituè della Costasmeraldina. Malgrado qualche “incomprensione” con il fisco americano continua a vendere i suoi business come panna montata. E trova sempre chi gli dà retta. L’ultimo è l’ex geometra Flavio Briatore (che ha appena venduto la stramaggioranza di quote del suo Billionaire ai cinesi che vogliono importare il format cafonal/glam anche dalle loro parti), a settembre apriranno a Milano il Sass Cafè, gemello di quello monegasco.

Se siete belle donne, siete agevolate. Come la scrittrice dal fascinoso occhio blu e dalla catturante conversazione, ospite errante di platee televisive, che ha beneficiato anche di sbocchi diplomatici, nel vero senso della parola. Ex addetta culturale presso l’Ambasciata d’Italia a Parigi non ha difficoltà a farsi invitare ovunque sulle coordinate Forte dei Marmi/Sankt Moritz. Frequentatore di Forte anche l’eclettico Arturo Artom, maestro stellare di inviti. Come quello alla Prima alla Scala ospite fisso nel palco d’onore di Corrado Passera, durante il suo regno in Banca Intesa, primo sponsor del teatro. Nella villa anni ’60 adagiate sulle dune di Sabaudia di Giovanni Malagò, neo-presidente del Coni, non si contano più le estati a scrocco di Francesco Totti, con Ilary e figliolanza. Quando il pupone rientra a Roma lascia pupi e tate a godersi la villeggiatura. Altro ospite fisso chez Malagò è Carlo Verdone, “diversamente” generoso. Il nomadismo (del corpo e della mente) consente estati free of charge a Vittorio Sgarbi, ospite pellegrino nel feudo siculo settecentesco di Castelluccio della stilista Luisa Beccaria. II critico tuttofare impone alla sua anfitriona strascichi di assistenti, figli e fidanzate. In cambio dà erudite lezioni sulle chiese campestre del siracusano. Colto è colto, simpatico a modo suo, fa il consigliere/chaperon di ricche dame, come Rita Rovelli, fondatrice della Associazione culturale Amichae. Da Beach Club di Montecarlo a Le Cave du roy di Saint Tropez, lasciandosi viziare da una costa azzurra sempre meno azzurra. Provate a indovinare chi è?

Bisogna avere il fisico scultoreo e la grazia del danzatore Roberto Bolle per farsi invitare nella casa sabaudina di Carla Fendi o nel palazzetto borbonico con vista sul porto di Ponza. Qui a fare gli onori di casa di Villa Laetitia è un’altra delle grandi dame della moda, Anna Fendi Venturini.

Anche Sergio Cappelli è oggetto di scrocco. Da lui si fanno scorpacciate di finger food, di artisti e galleristi famosi. Il notaro collezionista, ha trasformato il piano nobile di Villa Lauro in uno strepitoso salotto/terrazzo con vista sul golfo di Napoli. Da qui passano John Elkann e Giuliano Ferrara.

In realtà monsieur scrocco’ ha un’ illustre tradizione. Li chiameremo AUF (Ad Usum Fabricae) come i marmi di provenienza dalle Cave di Candoglia che entravano nel ducato di Milano per la costruzione del Duomo e dunque esentati da qualsiasi pagamento perché usati della Veneranda Fabbrica del Duomo. Dunque dal 1400 ad oggi, in dialetto milanese si usa tale acronimo per qualsiasi attività o beneficio senza spese di sorta.

Ivana Trump, campionessa internazionale di scrocco. Le ultime vacanze a Saint Moritz le ha trascorse a casa della sua amica, la bella ereditiera americana Verina Hixon, dando fondo a pregiati millesimati. Si chiama Elizabeth Taylor, ma con la divina di Hollywood ha soltanto un’omonomia, gstaadina d’adozione, con savoir faire riesce a farsi invitare ovunque: dal ballo anni ’20 di Mick Flick (erede Mercedes) al disco/party a Miami di Ernesto Bertarelli.

Cosa hanno in comune Luigi Abete, ex presidente Confindustria, Clemente Mastella, politico in declino e Carlo Rossella, presidente Medusa, allure elegante anche in costume da bagno e chiacchiera raffinata? Il trio si ritrova alla corte di Diego Della Valle, a bordo del suo Altair, un 65 metri d’epoca , “aufeggiango” a vele spiegate fra Capri, Eolie e Patmos.

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