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Basta che George Clooney metta un alluce a Capri… E il mondo si scatena. Cerca casa. Vero o fake?

Mini tour fra caviale bianco in Piazza Plebiscito, fiori d’arancio al Museo della Moda per Carolina Viggiani, Ditirambo Night al Belmond Caruso e 100 anni di vino Di Meo. E pure Inaugura il Faro Festival
Basta che George Clooney metta un alluce a Capri… E il mondo si scatena. Cerca casa. Vero o fake?
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George Clooney alla ricerca di un altro eremo nel Bel Paese? Nel mirino la celebre Villa Bragaglia a Capri dove Totò girò il film cult “Il Principe di Capri”. La villa è sul mercato per una cifra stimata intorno ai 10 milioni di euro. Poi rimbalza la notizia che è all’asta ci sarebbe pure “Il Canile”, appartenuta a Umberto Tirelli, l’iconico sarto della Hollywood sul Tevere. E al Canile, i faraglioni ai miei piedi, mi sono pure sposata. Base d’asta 3 milioni di euro. Allora sarebbe proprio un affaruccio. Mini tour far perle gourmet di salmone scozzese marinato nel whisky e tappi di champagne che saltano come fosse musica. Brillano le gioie della boutique Trucchi, il salotto della piazza più bella di Napoli, impeccabile anfitriona Rossella Guariglia. Un nuovo mood progettato per l’Alta Orologeria griffata, Patek Philip, Chopard e Vhernier (e meno male che al dito avevo un anello vintage Vhernier dalla forma ondulata che mi ha fatto fare bella figura). Il filo conduttore di Gianbarbato, il green creator di Pensiero Verde, è un esplosione di bouganville (ditelo con i fiori) che associa fiori giganti di colori differenti per ogni brand, rosa e fucsia per Patek, Grigio argentato per Vhernier e Verde per Chopard.

Evviva gli sposi. Il Museo della Moda Napoli nello storico palazzo Mondragone ha un giardino segreto dalle mille e una meraviglia é qui che dopo le nozze celebrate da S.E. il cardinale Giovanni Battista Re, con benedizione papale, gli sposi Carolina Viggiani e Fabio Sciaretta hanno ricevuto gli ospiti da ogni dove. La madre della sposa la nobildonna Donatella Viggiani Dentice d’Accadia (un’autostrada di titoli, onorificenze e imprese, parla sette lingue tra cui l’arabo e il finlandese) e madre felice di cinque figli ha organizzato le cose en grandeur. Tavole fiorite e riti di corte, un distillato di chiccheria insieme a cocktail signature, un menù gastro/eccentrico terra/ mare, tartare e cruditè, calamarata e uno spaghetto alla Nerano per deliziare i palati gourmet, video proiezioni sulle antiche mura di tufo e dj setting. Le bellissime bomboniere erano cornetti smaltati realizzati dai ragazzi dei quartieri ai quali Donatella insegna ceramica per volontariato. Per la cronaca ero vestita in rose peau d’ange vintage per la cerimonia in chiesa e chiffonosa dal mio Martino Midali, lo stilista più cool del made in Italy e amico storico di famiglia della sposa.

Le cose non capitano mai a caso. Al Belmond Caruso Hotel, la perla della Costiera amalfitana, è in scena la Ditirambo Night: Chi dice Donna dice Dono per parlare di violenza di genere. Un video un pugno nello stomaco, addolcito dalla musica mediterranea che somiglia a un canto di liberazione da una schiavitù che non mette catene ma che lascia lividi, lacrime, disperazione, umiliazione. A chiuderlo una fila di donne di ogni età: sono belle, coraggiose, mai rassegnate, ancora scosse, con la voce che tradisce fratture nel corpo e nel cuore, raccontano come è iniziato il terrore e come chi amavano ha trasformato l’amore in morte. Si ha una familiarità ormai purtroppo quotidiana con un argomento che occupa la cronaca con un primato di nomi e numeri che fanno rabbrividire e, nel contempo, si avverte una sorta di reticenza che non è indifferenza, ma comprensibile tristezza. Il caldo concede una tregua solo se si scappa in terra irpina.

Terra Mia con tocco rustico. Il caldo concede una tregua solo se si scappa sulle colline di Salza Irpina nel Casino borbonico di Caccia del 700’ per la “Festa dei 100”: i 40 anni di impresa della cantina Di Meo ed i 60 anni di Roberto Di Meo, enologo e fondatore dell’azienda con i fratelli Erminia e Generoso. La loro storia professionale è ricca di traguardi e di successi. Tra cui 25 anni dell’Associazione Vini ad Arte con calendario firmato dal maestro Massimo Listri.
Danze della tarantella di Montemarano per una full immersion nella storia e nella tradizione irpina. Non poteva di certo mancare un Fiano d’eccezione: “Cuvée 100 Roberto Di Meo” è l’etichetta che Roberto Di Meo ha presentato in anteprima ai suoi ospiti, un blend di 10 annate di Fiano di Avellino, prodotto in edizione limitata. Menu’ solo di specialità irpine come il gelato e la granita del Bar Arturo di Avellino. Unica eccezione la torta una distesa di oltre mini delizie al limone realizzata dal maitre patissier Panza di Amalfi.

E’ luce a Napoli con il Faro Festival. A vele spiegate parte la seconda edizione, in programma dal 28 luglio al 2 agosto 2026 al Faro del Molo San Vincenzo, (per i cultori di Mare Fuori, è lì che hanno girato la serie televisiva cult per i giovanissimi) sceglie il mare come tema generatore: portatore di profondità umana e poetica, fatta di sogno e speranza, migrazioni ed esili, partenze e ritorni, miti e figure di archetipi femminili che lo abitano da sempre. Sei serate di spettacoli inediti, in prima assoluta e un concerto all’alba. Laura Valente, ideatrice del Faro Festival e direttrice artistica, la racconta così: “Il Faro del Molo San Vincenzo apre le sue porte alla città. È uno spazio normalmente inaccessibile, e forse è proprio per questo che ci sembra il posto giusto per fare un festival: perché quello che accade qui non accade altrove. Perché Napoli Millenaria è una scommessa sulla capacità di questa città di contenere tutto, e di restituirlo”.

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