La delibera con la quale la Corte dei Conti dichiara “irregolari” alcune spese effettuate nel 2012 dai gruppi consiliari della Regione Emilia Romagna “costituisce, di fatto, un’oggettiva disapplicazione della legge regionale”. Anzi, secondo viale Aldo Moro, quella delibera sarebbe a sua volta irregolare. A rispedire al mittente le nove liste, una per partito, inviate il 12 giugno scorso dai magistrati contabili dell’Emilia Romagna ai consiglieri regionali, elenchi contenenti una lunga serie di spese “non a norma” che gli eletti di tutti gli schieramenti, dal Pd al Pdl, dalla Lega Nord all’Udc, hanno effettuato nel 2012, per un totale di 1,8 milioni di euro pagati con soldi pubblici, sono Vasco Errani e Palma Costi, rispettivamente presidente della giunta e presidente del consiglio regionale. Che, come anticipato da ilfattoquotidiano.it il 4 luglio scorso, hanno risposto alla Corte dei Conti dichiarando che il decreto legge 174/2012 sul quale si basano i controlli effettuati sui rendiconti dei gruppi consiliari non può essere applicato alle spese relative al 2012.

Secondo i magistrati contabili l’anno scorso “l’utilizzazione delle risorse finanziarie attribuite a ciascun gruppo per le finalità istituzionali” non è stata del tutto regolare: 1,8 milioni di euro, in particolare, sarebbero stati spesi per acquisti “non a norma” come viaggi, cene, convegni, personale, acquisto di giornali. Un lungo elenco ordinatamente suddiviso per partito eletto: al Pd sono contestati 673mila euro, al Pdl 390mila, alla Lega Nord 193mila, 147mila all’Italia dei Valori, 126mila per Sinistra Ecologia e Libertà, 98mila per il Gruppo Misto, 90mila per Federazione della sinistra, 87mila al Movimento 5 Stelle e 48mila all’Udc.

Peraltro, scrive la Corte dei Conti, nessun gruppo “ha fatto pervenire entro il termine di 20 giorni, assegnato per la comunicazione per la regolarizzazione dei rendiconti, ulteriore documentazione giustificativa, né controdeduzioni da valutare ai fini dell’adozione della delibera che conclude il procedimento di controllo sui rendiconti per il 2012”. Questo perché il 4 luglio, alla vigilia della scadenza imposta dai magistrati contabili, tutti i gruppi avevano scritto alla Corte dei Conti di Roma per chiedere “una sospensiva dei termini indicati nella delibera”. Ciò che motivava la lettera è ciò che oggi hanno dichiarato consiglieri e presidente della Regione in risposta alle contestazioni ricevute dai giudici contabili: i criteri che hanno portato la sezione regionale della Corte dei Conti a individuare tante irregolarità disapplicano “la legge regionale”.

L’anno scorso, spiegano Errani e Costi, per stabilire la rimborsabilità delle spese si faceva riferimento “alla legge regionale 32/97”, normativa che prevedeva disposizioni diverse da quelle inserite nella legge introdotta dal governo Monti, e che erano stabilite dall’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa. “E’ evidente dunque – sottolineano – che il nuovo regime dei controlli debba attuarsi a partire dal 2013”. Anzi, “alla luce della considerazioni fatte – aggiungono i presidenti di giunta e consiglio – e pur apprezzando in termini collaborativi tutte le osservazioni contenute nella deliberazione 249, ci riserviamo di adottare tutte le iniziative utili alla salvaguardia del ruolo dell’istituzione regionale e alla tutela della sua autonomia, delle sue prerogative e del suo corretto funzionamento”.

I gruppi consiliari, tutti chiamati in causa dalla Corte dei Conti, specificano in una nota congiunta: “Per quanto ci riguarda vogliamo ribadire che per il 2012 la regolazione della materia era quella prevista dalla legge regionale 32/97, che prevedeva puntualmente ruoli, funzioni e provvedimenti in materia di gestione dei contributi, compresa la validazione contabile da parte del Comitato tecnico per il controllo del rendiconto, composto da professionisti esterni all’Ente”.

Alle critiche mosse da Errani e dai capigruppo, però, i magistrati contabili hanno risposto ribadendo la piena legittimità dell’inchiesta partita nel maggio scorso e delle relative contestazioni. La delibera, sottolinea la Corte dei Conti, stabilisce che “il controllo attribuito alle sezioni regionali della Corte dei conti trova immediata applicazione”, quindi “le sezioni stesse debbono svolgere la propria attività con riferimento al primo rendiconto redatto dopo l’introduzione del decreto legge 174 del 2012”, ossia “quello relativo all’esercizio finanziario 2012”.

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